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Degrado urbano

A Lido del Sole la raccolta differenziata non decolla

Volevo denunciare lo stato di degrado e di abbandono che mi sono trovato di fronte lunedì mattina a Lido del Sole, frazione del comune di Rodi Garganico. All'inizio del mese di giugno è iniziata la raccolta differenziata porta a porta che per quanto si vede dalle foto ha portato a un peggioramento della vita dei cittadini, che lasciano rifiuti dappertutto per le strade e che non viene raccolta dal comune di Rodi.

Probabilmente il comune avrebbe dovuto informare meglio i cittadini dato che non si conoscono i giorni di consegna e non ha dotato i cittadini di appositi contenitori per carta, indifferenziato e plastica mentre ha dotato solo del kit per la raccolta di vetro e umido. Spero che la situazioni migliori e che i cittadini e gli enti predisposti facciano il favore di migliorare il servizio di raccolta.

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Commenti (3)

  • Frequento Lido del Sole sin dagli inizi degli anni 70 e mai, ripeto mai, ho avuto occasione di plaudire le varie amministrazioni comunali per oculatezza e buona amministrazione. Denunciarli, certamente sì, anche se non sarebbe la prima volta e non sortirebbe nessun effetto, considerato il loro consolidato provincialismo.

    • Se non si fa nulla, nulla si ottiene. Quando la gente smette di denunciare corrotti e malvessazioni, quando smette di indignasi difronte ingiustizia ed abusi, quando non protesta e subisce ogni genere di inciviltà, allora merita di vivere nel posto che si è creato.

  • Bisogna denunciare il comune di Rodi che intasca i soldi dei villeggianti e lascia in stato di degrado lido del sole.

    "" Con la sentenza 28 giugno 2013, n. 16304 le sezioni unite della Corte di Cassazione intervengono in materia di danni derivanti da mancato smaltimento dei rifiuti urbani chiarendo la giurisdizione del giudice amministrativo.

    In particolare, secondo i giudici della Suprema Corte sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo sulla domanda di risarcimento del danno derivante dalla compromissione dell’ambiente, reso insalubre a causa del mancato esercizio del potere dell’Amministrazione comunale di organizzazione del servizio pubblico di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani. Infatti, secondo la giurisprudenza prevalente della Cassazione , già prima dell’entrata in vigore della legge n. 123/2008 e del nuovo codice amministrativo, ogni controversia attinente l’organizzazione del servizio pubblico di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani, nel perseguimento del primario interesse pubblico igienico – sanitario, e l’esercizio del correlato potere dell’Amministrazione comunale, apparteneva alla giurisdizione del giudice amministrativo.""

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