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Immigrati e Borgo Mezzanone, quando l'intolleranza viaggia sulla linea 24

Da ex abitante di Borgo Mezzanone e anche da immigrato, ho trascorso quasi tutta la mia vita in Italia vivendo in questa comunità, gli ultimi 10 anni in Europa. Lasciate che vi racconti un po' di questa borgata. E' un luogo in cui si riversano due componenti di migranti e in cui è presente una componente di italiani emigrati da altre città; insomma è un luogo 'speciale'.

Molte persone in questa zona, sia italiani sia immigrati, non hanno un lavoro, pochi hanno un lavoro saltuario, ancor meno un lavoro fisso. Come è noto nel Sud Italia, l'occupazione principale è costituita dalle attività legate all'agricoltura; tanti, sia italiani sia stranieri, dipendono dalle piccole e medie aziende agricole per il proprio reddito giornaliero che spesso è un reddito di sussistenza perchè la crisi di quest'ultimo decennio ha colpito pesantemente anche questo settore e quindi la situazione è ai limiti della vivibilità. Tutti quelli occupati in queste attività devono affrontare giorno per giorno un duro lavoro, con orari pesanti e salari irrisori.

In questa realtà già così particolare è ubicato il Cara, un centro dei campo per i rifugiati, in cui migliaia di immigrati che hanno attraversato il Mar Mediterraneo sono accampati in attesa di essere ascoltati da una commissione o di essere giudicati dal centro di immigrazione. Questi colloqui spesso richiedono tempi molto lunghi e si assiste al moltiplicarsi giornaliero di presenze che crea non pochi problemi di ordine pubblico. Ed ecco che si pone il problema dell'intolleranza razziale. Ho sperimentato direttamente e sono giunto alla conclusione che non si tratta di 'razzismo' ma piuttosto di stress quotidiano dovuto alla cattiva gestione delle situazioni da parte delle istituzioni e dall'ignoranza di entrambe le parti, gli immigrati e i cittadini di Borgo.

Il trasporto è uno dei principali problemi che mettono in risalto tutti i tumulti della vita degli immigrati ed evidenziano le difficoltà da parte dei cittadini di Borgo. Il Prefetto di Foggia ha stabilito per il Cara un autobus che però non è sufficiente al fabbisogno e per il numero di persone che quotidianamente viaggia sulla tratta Foggia-Borgo Mezzanone; spesso i ragazzi rimangono a Foggia o a Borgo e sono costretti a raggiungere la borgata per servirsi del mezzo pubblico comune, il numero '24', in cui soprattutto in alcune fasce orarie si possono notare autobus ripiegati per il numero di passeggeri, a volte il conducente non riesce nemmeno a guidare in sicurezza. L'aria è irrespirabile, soprattutto d'estate, gente ammassata l'una sull'altra, si creano situazioni incresciose che spesso sfociano in litigi che si trasformano in risse per le quali spesso è richiesto l'intervento delle forze dell'ordine.

Il problema è la mancanza di informazioni corrette, spesso si incontrano immigrati che non sanno della possibilità di servirsi del mezzo a loro dedicato, quindi utilizzano l'autobus dedicato agli studenti, che già è insufficiente per questi ultimi e dove si creano quotidianamente problemi di incomprensione che sfociano in violenze. In un posto del genere occorrono cartelli in diverse lingue, occorrono luoghi di informazione, in una parola occorre educare le persone che vengono e quelle che già ci sono ad una cultura della convivenza civile e democratica.

Non è colpa dei passeggeri, di qualsiasi nazionalità essi siano, se l'autobus non è sufficiente a garantire il servizio per tutti. Sono altri che dovrebbero farsi carico di questo problema e cercare una soluzione possibile dove sia garantita la convivenza civile. Sono un immigrato e ho capito che gli italiani non sono razzisti ma hanno già tanti problemi e non hanno certo bisogno che la nostra presenza si aggiunga alla lista dei loro problemi, sarebbe più opportuno, invece, lavorare insieme per trovare una soluzione comoda più o meno per tutti o quantomeno per la maggior parte.

E' chiaro che questo significa, per esempio, che non è consentito trasportare sul mezzo pubblico oggetti ingombranti, mobili, biciclette ed altro, ma se questo non è scritto da nessuna parte, nessuno lo sa, perchè magari, mentre per gli italiani è scontato, per gli immigrati no.

Lo stesso vale anche per gli italiani che non rispettano le regole del bus e che danno un cattivo esempio agli immigrati che pensano che certi comportamenti siano ammissibili. Per esempio, sull'autobus non è consentito fumare, ma se il primo che fuma è il conducente, è difficile far rispettare questa norma ai passeggeri; allo stesso modo, ci si siede composti, non si urla, non si sporca e si mantiene un comportamento corretto e rispettoso del luogo pubblico.Anche in questo caso, non credo sia colpa loro, tutti hanno bisogno di formazione ma devono avere la consapevolezza che la legge è al di sopra di tutti e può giudicare tutti e qui la carenza forte è proprio la legge.

In contesti del genere non si può parlare di autocontrollo e autogestione, troppe difficoltà, troppe differenze, troppa ignoranza: sola la presenza fisica dell'istituzione, in tutte le sue forme può garantire il rispetto delle regole da parte di tutti, al fine di incentivare, in sinergia con le agenzie educative del territorio, comportamenti corretti e corresponsabili tesi all'integrazione di tutti. Insieme possiamo costruire la società, spero un giorno insieme faremo di Borgo Mezzanone uno dei posti migliori per tutti. Sì io sono immigrato, ma ho Borgo Mezzanone nel mio cuore e soffro quando vedo Borgo nel dolore (Yussif Bamba, Ras Bamba).

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