Celenza Valfortore, il comune dei Monti Dauni che ha dato i natali alla nonna materna di Torquato Tasso

Con il Fai alla scoperta delle antiche radici risorgimentali e letterarie di Celenza Valfortore

Celenza Valfortore è stata il centro del movimento patriottico del Sud Italia, insieme ad Avellino, Corleto Perticara, Foggia, Campobasso, Napoli e Potenza, come riportato sulla carta geo-storica 'Risorgimento e Italia Unita', contenuta all'interno del V volume di Storia Moderna e Contemporanea dell'Atlante Enciclopedico Touring edito dal Touring Club Italiano.

L'avvocato Saverio di Jorio, del Centro Studi e Ricerche Diritto dell'Ambiente 'Antonio Cederna', rende note alcune importanti curiosità su Celenza, il centro urbano più piccolo e meno popoloso di tutta l'Italia meridionale, ossia che la nonna materna di Torquato Tasso è nata proprio in questo piccolissimo borgo pugliese.

La storia narra che Lucrezia Gambacorta, discendente da una famiglia tedesca, nacque a Celenza e successivamente si stabilì a Pisa intorno al XII secolo. Ben presto si trasferì a Napoli, dove sposò Giovanni de' Rossi, uomo di lettere; proprio nel capoluogo campano e precisamente nel palazzo dei Gambacorta nacque Porzia de' Rossi, che nel 1536 sposò Bernardo Tasso, di origine bergamasca.

Da questa unione, l'11 marzo 1544 nacque Torquato Tasso, autore del famoso poema epico "La Gerusalemme Liberata".

Il palazzo della famiglia Gambacorta venne costruito da Giovanni Gambacorta, signore di Celenza Val Fortore, e fu terminato da suo figlio nel 1519; situato su di una collina, il palazzo baronale ha la forma di un castello, del quale oggi rimane solo una torre merlata.

L'ultimo a possedere questo edificio storico fu Orazio Giliberti, che nel gennaio 1808 insieme ai suoi due fratelli Tommaso e Gregorio, lo diede in vendita al notaio Michele Iamele.

Un altro importante cenno storico riguardante Celenza, e riportato sempre all'interno dell'enciclopedia del Touring Club, è che ben tre abitanti del posto si unirono ai Mille di Garibaldi, ossia Tommaso Lombardi, Pasquale Santoro e Andrea Severino.

Queste testimonianze storico-artistiche e urbanistiche rappresentano un inestimabile valore per i piccoli centri urbani delle aree interne dell'Appennino, considerato la spina dorsale di tutta l'Italia.

Per quanto riguarda Celenza, inoltre, la sua storia e il suo patrimonio artistico-culturale possono essere scoperti e conosciuti tramite il FAI (Fondo Ambiente Italiano), prestigiosa associazione fondata da Giulia Crespi e Alberto Predieri, domenica 18 ottobre 2020.

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