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Venerdì, 20 Maggio 2022
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I migliori extravergini del sud Italia

I migliori extravergini del sud Italia secondo Slow Food: "Gli eventi metereologici imprevisti non hanno inciso sulla qualità"

Nell’edizione 2022 della guida agli extravergini sono raccontate 750 realtà tra frantoi, aziende agricole e oleifici (120 novità a testimonianza di un settore molto vivace), recensiti 1.180 oli tra gli oltre 1.500 assaggiati. Cresce il numero delle aziende che certificano in biologico l’intera filiera con 536 oli certificati e aumentano i produttori (126 per 164 oli) che hanno aderito al presidio slow food olio extravergine italiano, il progetto che promuove il valore ambientale, paesaggistico, salutistico ed economico dell’olio, che tutela oliveti antichi, cultivar autoctone e raggruppa produttori che non adoperano fertilizzanti di sintesi e diserbanti chimici. 

Non mancano i riconoscimenti classici: la chiocciola indica le aziende che si distinguono per il modo in cui interpretano i valori produttivi (organolettici, territoriali e ambientali) in sintonia con la filosofia slow food; il grande olio  è attribuito agli extravergini che si sono distinti per particolari pregi dal punto di vista organolettico e perché ben rispecchiano territorio e cultivar.

A queste caratteristiche, il premio grande olio slow aggiunge il riconoscimento dedicato alle pratiche agronomiche sostenibili applicate. In Puglia l’assenza della mosca olearia, favorita dalla scarsità di acqua registrata nei mesi estivi, ha permesso una buona produzione con risultati molto diversi anche all’interno della stessa cultivar. La nostra regione ha ottenuto anche il premio menzione speciale, novità dell’edizione 2022 della guida agli extravergini e assegnata in collaborazione con BioDea, è dedicata agli oli che raccontano la complessità e la vitalità del comparto olivicolo italiano, con una particolare attenzione per tutte quelle aziende che si occupano della salvaguardia della biodiversità e realizzano prodotti in condizioni estreme.

Nello specifico, l’azienda Caliandro che alleva un oliveto secolare, ostacola il proliferarsi della Xylella fastidiosa con metodi biologici. Da due anni il batterio si è manifestato nei pressi della loro masseria e i fratelli Caliandro operano potature drastiche sugli alberi più colpiti, bruciando i rami secchi immediatamente e aspettando che i nuovi germogli portino frutto, ovviamente in scarsa quantità data la sofferenza delle piante. Da questa lotta quotidiana nasce il monovarietale di Cellina di Nardò, Lavra. I suoi sentori varietali di frutti di bosco, lampone, macchia mediterranea, erbe aromatiche ripagano purtroppo solo in parte il duro lavoro.

In Puglia ben otto oli hanno ottenuto l'approvazione slow food: Evo Le 4 Contrade di Le 4 Contrade ad Andria, Peranzana di Torrerivera sempre ad Andria, Coratina di Adriatica Vivai di Fasano (BR), Cru112 di Tenuta Vanterra di Grottaglie (TA), Coratina di De Palma di Modugno. Gran Pregio di Maria Caputo di Molfetta. Riserva di Tommaso Fiore di Terlizzi ed  Evo Cristofaro di Cristofaro di Torremaggiore. 

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