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Mercoledì, 29 Giugno 2022
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Festa grande a casa di Giuseppe: 100 anni dopo una vita di sacrifici e di stenti, è stato prigioniero di guerra

Un secolo di vita vissuta e non è un semplice detto, perché di storie da raccontare il signor Giuseppe ne avrebbe tante

Quella di oggi è una giornata speciale per Giuseppe Renzulli, simpatico nonnino originario di Monte Sant’Angelo. È nato il 4 febbraio del 1922 e oggi fa cifra tonda, 100 anni. Un traguardo che celebrerà con la sua grande famiglia. Ieri Giuseppe ha ricevuto una targa a firma della commissione straordinaria del Comune di Foggia “con i più cordiali auguri di salute e serenità per il suo 100° compleanno”. Un secolo di vita vissuta e non è un semplice detto, perché di storie da raccontare il signor Giuseppe ne avrebbe tante. Già a 8 anni lavorava come pastore sulle montagne del Gargano. 

Poi, giunse la guerra. Come tanti nati negli anni ’20, Giuseppe ha vissuto in prima persona il dramma del secondo conflitto mondiale e della prigionia in un campo di concentramento in Croazia. Grazie al suo coraggio e al suo spirito battagliero riuscì a fuggire e a sopravvivere durante la fuga.

Tornò nella sua Monte Sant’Angelo dopo un lungo peregrinare, quando ormai i suoi parenti lo credevano morto. Ma il soggiorno nel comune garganico non durò molto, perché l’esigenza di lavorare lo portò a emigrare in Germania. Gli anni in ferrovia gli consentirono di raccogliere il denaro sufficiente per tornare in Italia e acquisire un terreno agricolo nel Foggiano di cui si è occupato fino all’età di 80 anni.

Una vita di sacrifici e di stenti che non hanno mai negato al signor Giuseppe la voglia di vivere, né l’orgoglio per le sue umili origini. Ed eccoci arrivati al traguardo dei 100 anni, da festeggiare con 3 figli, 7 nipoti e altrettanti pronipoti.

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