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''Attenzione!', flash mob dei cavalletti gialli in centro: sono opere d'arte su temi attuali e scottanti

Questa mattina gli studenti e le studentesse dell'Accademia delle Belle Arti hanno portato in centro un flash mob per sensibilizzare su temi di grande attualità

Non solo tecnica, ma anche messaggi sociali nel flash mob di stamattina dell’Accademia delle Belle Arti di Foggia. In corso Vittorio Emanuele, intorno alle 10.30 e sotto lo sguardo stupito dei passanti, studenti e studentesse hanno pacificamente occupato un tratto di strada posizionando dei cartelli bifacciali gialli (sì, proprio quelli che si usano per segnalare il pavimento bagnato!) che sono diventati dei veri e propri cavalletti di 15 opere d’arte. Opere che vogliono portare l’attenzione su temi attuali e ‘scottanti’.

Quello che stiamo facendo – ha detto Pietro De Scisciolo, professore della cattedra di ‘Plastica ornamentale’ e curatore del progetto dal titolo ‘Attenzione’ – è in realtà la parte conclusiva del corso di tecnica e tecnologia delle arti visive con i ragazzi del biennio. Abbiamo reinterpretato il famoso cavalletto giallo che ci dice di prestare attenzione, ma non al pavimento bagnato, ma a ciò che ci circonda e riguarda da vicino le nostre vite. E in alcuni casi i ragazzi hanno utilizzato lo strumento dell’ironia nel dramma per creare quel cortocircuito che rende interessante l’oggetto e che a volte troviamo nella realtà”.

E infatti ‘1984-2024’ di Felice Cariglia con un obiettivo quasi invisibile montato all’interno di un occhio richiama Orwell e la mania di riprendere tutto con il cellulare, ‘Tabù’ di Irene Conversano in una sorta di puzzle di ceramica rappresenta l’uomo moderno che non vede, non sente e non parla. ‘Prigionieri’ di Milena Cianci con una tartaruga imprigionata nella plastica e un leone con il classico naso rosso da pagliaccio pone l’accento su quanto oggi gli animali vengano maltrattati e ridicolizzati, mentre ‘Differenze’ di Maria Simona De Leo mette in evidenza la disparità di trattamento riservato ai popoli in guerra (da una parte del cavalletto c’è una bandiera è maltrattata e strappata, dall’altra una immacolata, integra e splendente).

‘Rivolta’ di Liliana Di Maria mette le ruote al cavalletto sul quale c’è un campo di Capitanata (chiaro riferimento alla cosiddetta ‘rivolta dei trattori’), ‘In-stabilità’ di Angela di Monte crea invece una ipnotica illusione ottica con circoli che ricordano le rotonde urbane, mentre ‘Tu sei speciale’ di Judith La Torre focalizza l’attenzione sul body shaming riportando da una parte del cartello giallo una serie di insulti e dall’altra un vaso di fiori che rappresentano – di contro – l’unicità e la bellezza di ogni essere umano.

‘Non è Van Gogh’ di Iolanda Mesola è un puzzle dove la ‘Notte Stellata’ del celebre pittore è smontata e deve essere ricomposta dallo spettatore che in questo modo è costretto a fare qualcosa che molti non fanno, ovvero osservare l’opera stessa nei dettagli. ‘Fai il tuo gioco’ di Emma Morelli’, invece, ricorda il triste fenomeno del femminicidio: da una parte c’è una ruota (che ricorda quella della ‘fortuna’) con i volti e i dati del fenomeno e dall’altra un contenitore con le sentenze shock.

‘Metanoeo’ di Morena Nacci mette in bella mostra un seno, simbolo delle lotte femministe degli anni ’70 e ’80, ma di silicone per sottolineare come di quelle lotte oramai ne rimane solo uno strascico, un finto messaggio. ‘Suggerimento’ di Alessandra Santovito’ invita a non usare il cellulare in ogni situazione e luogo, mentre ‘Rizoma’ di Maria Teresa Sorbara’ ricorda le ‘radici’ immutabili ed eterne degli uomini, ovvero i quattro elementi primordiali qui rappresentati da altrettante lastre.

‘Agonia senza voce’ di Paulina Lidia Sroka pone l’accento sulle urla ‘silenziose’ di tanti uomini e donne qui rappresentati in bianco e nero come pipistrelli appesi a testa in giù sopra il capo di una persona che copre il volto con le mani. ‘Tavola optometrica’ di Darjo Syziu è uno scherzo relazionale che riproduce la visita da un’oculista e allo stesso tempo costringe lo spettatore non solo a concentrarsi ma a muoversi in cerca di una completa lettura. ‘Attenzione! Opera d’Arte nelle Vicinanze’ di Miriana Lallo con questo avvertimento ha il compito di lasciare lo spettatore con il dubbio: qual è l’opera d’arte? Il cavaletto? Oppure l’intera operazione d’allestimento? Assente, invece, Eugenia Palmieri che aveva realizzato l’opera ‘Luminosità Perduta: Il Cielo Notturno Minacciato’ contro l’inquinamento luminoso.

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