I falò di San Sebastiano ad Accadia e la leggenda del Santo che cercò di diffondere il Cristianesimo

I falò di San Sebastiano sono un evento fondamentale che vede la partecipazione dell'intera comunità e dei borghi vicini

I falò di San Sebastiano dalla omonima pagina Facebook

In onore di San Sebastiano, nel borgo di Accadia, è tradizione accendere i falò e riunirsi attorno al fuoco per degustare piatti tipici del territorio. 

Si tratta di un rituale molto apprezzato dagli abitanti del posto, ma che attira sempre un'intensa partecipazione popolare anche dai vari rioni e frazioni del foggiano.

Dopo la processione del Santo, ha luogo la benedizione di tutti i falò che partecipano al palio. Inoltre, durante i festeggiamente si susseguono anche canti e balli animati, degustazione di piatti tipici locali, il tutto accompagnato dall'ottimo vino primitivo.

Dopo la messa nella Chiesa dei SS. Vito e Antonio, il sindaco dà il via al Palio dei falò che inizia con fuochi d’artificio e culmina con l’accensione dei falò stessi.

Come riportato su Wikipedia, intorno alle 19 circa viene acceso il primo gigantesco falò, sistemato dinanzi alla Torre dell’Orologio e alla Fontana pubblica. Alle 20, inoltre, anche l’altro gigantesco falò in Viale Roma, nei pressi del Municipio, prende fuoco.

Un evento unico che coinvolge tutto il paese, i borghi vicini e tantissimi turisti, che fino a notte inoltrata animano il paese di Accadia per ammirare i bellissimi falò. 

Il migliore falò riceve come premio del Palio di San Sebastiano metà maiale.

Cosa narra la leggenda San Sebastiano?

San Sebastiano era un alto ufficiale dell’esercito dell’impero di Diocleziano, che cercò di diffondere il cristianesimo

La leggenda narra che nel carcere, dove lui era andato per convincere due giovani cristiani a preservare la loro fede anche sacrificando la vita, una donna muta da diversi anni si prostrò ai suoi piedi dopo che vide il viso del Santo irradiato di luce, e al solo tocco delle mani sulle sue labbra la donna aveva ripreso a parlare.

Tutti i presenti all’episodio si convertirono e morirono per la nuova religione, compresa la donna.

San Sebastiano morì legato a un palo e trafitto da dardi; poi il corpo venne abbandonato ma Santa Irene, che si era accorta che era ancora vivo, lo curò.

Una volta guarito, Sebastiano andò da Diocleziano per intimargli di smetterla con le persecuzioni, ma l’imperatore ordinò la sua flagellazione a morte che avvenne nell’ippodromo del Palatino nel 304, per poi buttare il suo corpo nella Cloaca Maxima.

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Fonte: Wikipedia

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