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Venerdì, 28 Gennaio 2022

Flashmob in piazza, studenti con volti tumefatti e cartelli con i nomi delle vittime di violenza: il video

Questa mattina 100 studenti degli istituti Giannone-Masi, Einaudi e Pacinotti di Foggia, hanno partecipato all’evento di chiusura del progetto 'L’amore non fa male' finanziato dal Miur per il Piano Nazionale per la prevenzione dei fenomeni di violenza domestica.

Il flashmob si è svolto in Piazza Cesare Battisti, dinanzi al Teatro Umberto Giordano. Una data ed un luogo non scelti a caso, ha affermato la dirigente dell’Istituto Giannone-Masi, capofila del progetto, Roberta Cassano.

Una data distante dalle celebrazioni del 25 novembre ed un luogo della cultura perché la violenza domestica è, certamente, un problema non di genere ma di civiltà e che riguarda tutti. Un luogo simbolico, quindi, perché siamo convinti che urge ripartire proprio dalla cultura della non violenza. 

Il progetto, nonostante tutti gli ostacoli causati dalla pandemia, è stato portato a termine. I laboratori di racconti giuridici hanno consentito agli studenti di conoscere in modo approfondito il fenomeno; i Manifesti della non violenza ed i codici delle regole che caratterizzano le relazioni non violente sono stati realizzati dagli studenti di ogni Istituto. Non si è trattato di un esercizio di scrittura ma della realizzazione di un percorso guidato, anche attraverso la visione di alcuni prodotti audiovisivi, che ha sollecitato l’interesse di ragazzi e ragazze che partendo da alcune parole chiave sono giunti alla definizione del loro Manifesto e del loro Codice. 

Punto di forza del progetto è sicuramente il blog, un vero e proprio strumento che si trasforma in centro antiviolenza on line. È un patrimonio degli studenti che resta nelle loro disponibilità e che ha consentito di intercettare alcuni casi di violenza domestica e di attivare la relazione diretta con le professioniste del CAV Il Filo di Arianna. 

L’ideazione del soggetto e della sceneggiatura dello short video “In nome del padre” è stato un percorso creativo che ha stimolato la fantasia degli studenti. La vittima, a differenza di come spesso si narra, è un ragazzo che subisce violenza psicologica dal padre. La storia ruota intorno ai sogni di un figlio ma non condivisi dal genitore che, poi, apprezzerà invece la sua vena artistica. È intorno all’attore protagonista che i nostri ragazzi si sono cimentati come autori di disegni, aiuto cameramen, audio, location manager, attori, ha concluso la dirigente Cassano, confermando l’importanza dell’audiovisivo come strumento efficace di denuncia, luogo-non luogo dove raccontare storie anche difficili. 

Il progetto si conclude, è vero, ma resterà quella rete di relazioni attivata con gli altri Istituti e con l’intero partenariato che troverà altre possibilità di collaborazione partendo sempre dall’interesse dei ragazzi e confermando il ruolo educativo della scuole nella crescita di cittadini consapevoli.

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