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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Scuola Cerignola

Gli studenti del Pavoncelli scrivono a Emiliano, Gatta e Bonito: "Difendiamo il suolo e il nostro futuro"

Lettera a Emiliano, Gatta e Bonito degli studenti del Pavoncelli di Cerignola: "Fermiamo l’occupazione innaturale di terreni agricoli da parte di pannelli fotovoltaici, essendo stimato che il 75% degli impianti fotovoltaici in Puglia è a terra"

Gli studenti dell’IISS Pavoncelli hanno scritto ai presidenti della Regione Puglia Michele Emiliano, della Provincia di Foggia Nicola Gatta e al sindaco del Comune di Cerignola Francesco Bonito, per sensibilizzare e focalizzare l’interesse sulla perdita del suolo agricolo.

Difendiamo il suolo e il nostro futuro

"Noi studenti dell’I.I.S.S. Pavoncelli di Cerignola intendiamo portare all’attenzione il grave problema della costante perdita di suolo agrario, che oltre ad avere nefasti effetti sul clima, mina il nostro futuro professionale di noi futuri tecnici specializzati nel settore agricolo. Ci riferiamo soprattutto all’occupazione innaturale di terreni agricoli da parte di pannelli fotovoltaici, essendo stimato che il 75% degli impianti fotovoltaici in Puglia è a terra, contro una media nazionale del 42%, con la percentuale di terreni coperti artificialmente dai pannelli pari al 2,5% rispetto a una media nazionale che non raggiunge l’1%.

Condividiamo l’innovazione tecnologica sostenibile, ma destinando i suoli agricoli al fotovoltaico non ci saranno più terreni da coltivare, mentre i terreni vocati all’agricoltura devono continuare ad appartenere agli agricoltori e a noi giovani tecnici, lasciando sviluppare nelle aree marginali la multifunzionalità energetica.
Inoltre la perdita di suolo contribuisce all’allarmante surriscaldamento globale, a causa dell'immissione in atmosfera di gas climalteranti come l'anidride carbonica, il metano e altri. E la prima vittima dei cambiamenti climatici è l'agricoltura, con perdite annue stimate a livello europeo in miliardi di euro.

Ma l'agricoltura può essere anche lo strumento più importante per frenare la crescita della temperatura, che ai ritmi attuali sale di 0,2°C ogni decennio.
Allora ai pannelli solari a terra possiamo sostituire il “carbon farming”, sistema agricolo in grado di sfruttare la naturale capacità del suolo di immagazzinare anidride carbonica, il principale gas ad effetto serra, e di utilizzarlo sotto forma di sostanza organica a vantaggio della fertilità del suolo.

Sottraendo CO2 dall'atmosfera se ne abbassa la concentrazione con l'effetto di rallentare il surriscaldamento globale. Il “carbon farming” si basa su un processo del tutto naturale. Le piante durante la loro crescita assorbono anidride carbonica dall'aria e una volta che la pianta muore la CO2 ritorna libera in atmosfera. Se invece la sostanza organica è incorporata nel suolo, al riparo dall'ossigeno presente in aria, questo ciclo si interrompe e l'anidride carbonica rimane “intrappolata” per un tempo indefinito. Quindi con il “carbon farming” è possibile massimizzare la produzione di biomassa secca in campo e ridurne le perdite. Questo può essere fatto adottando tecniche di minima o non lavorazione del terreno o seminando cover crop, che non sono altro che colture come favino, trifoglio e molte altre, non destinate alla raccolta, ma che hanno lo scopo di coprire il terreno durante i mesi invernali, contrastando l'erosione dei campi, migliorandone la struttura e la fertilità.

L'appello degli studenti

"Ai governanti degli enti locali in indirizzo che l’installazione dei pannelli fotovoltaici avvenga solo in aree da bonificare, in terreni abbandonati, in zone in disuso e sui tetti dei fabbricati urbani e rurali, luoghi idonei all’installazione del fotovoltaico per la corretta produzione di energia da fonti rinnovabili. Solo con l’indispensabile contributo degli organi di governo locali il necessario percorso di transizione energetica dei nostri territori potrà essere orientato alla sostenibilità ambientale con la tutela del suolo, dell’acqua e dell’aria per essere allo stesso tempo presidio e salvaguardia del settore agricolo e agroalimentare, del paesaggio e del turismo locale. Al presidente della Provincia di Foggia chiediamo di intervenire con una azione diretta che possa essere modello da seguire: smantellare l’impianto fotovoltaico a terra presente nel nostro storico istituto, pugno nell’occhio per chi ha cuore il verde e l’ambiente naturale"

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