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"Irresponsabile incoraggiare la didattica in presenza". Appello di Emiliano al mondo della scuola. "La mia non è una crociata"

Il governatore ha chiesto ai dirigenti scolastici di valutare in modo attento le istanze delle famiglie. Dopo la nuova classificazione che lascia la Puglia in zona gialla avverte: "Siamo sempre in grave pericolo, non siamo in sicurezza" 

"Ho chiesto ai dirigenti scolastici di valutare in modo attento le istanze delle famiglie di mandare i loro figli a scuola in presenza. Senza criteri rigidi, secondo la logica della alleanza scuola famiglia, essi dovranno consigliare per il meglio ogni famiglia". Lo scrive il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che chiede a tutte le famiglie che possono gestire da casa la didattica dei propri figli di preferirla a quella in presenza.

Prospetta anche ulteriori accertamenti sulle domande pervenute: "Nei prossimi giorni vedremo quanti studenti hanno chiesto la didattica in presenza e verificheremo se saremo stati capaci di valutare - con rispetto della privacy di ciascuno - le necessità di ogni studente nell’ambito della alleanza scuola famiglia senza sovraffollare le classi".

Imperterrito, il governatore continua a sostenere la convenienza della Dad in questo momento. "La mia non è una crociata contro la didattica in presenza, che anche per me e senza alcun dubbio è preferibile", afferma inviando ai genitori il suo messaggio tramite social, ormai mezzo di elezione per questo tipo di comunicazioni. Indirizza a tutto il mondo della scuola il suo invito a non influenzare la scelta delle famiglie in favore della didattica in classe. Ringrazia gli insegnanti per lo sforzo fin qui profuso per assicurare le lezioni a distanza, "senza del quale non avremmo potuto far abbassare i contagi scolastici che dopo il 24 settembre si erano moltiplicati a dismisura".

Si rende conto di quanto sia difficile contemperare il diritto all'istruzione e la tutela della salute e che le sue decisioni siano risultate impopolari lo ha capito anche dai commenti sui social, lo ammette, ma "in questo momento non è possibile avere l’ottimo e dobbiamo accontentarci del meglio possibile, dando priorità alla salute senza pregiudicare del tutto la didattica". È consapevole pure che esistano famiglie costrette a mandare i loro figli a scuola in presenza perché non hanno alternativa. "A queste famiglie i dirigenti scolastici devono fornire supporto per fargli fare le domande di didattica in presenza. È invece irresponsabile incoraggiare la scelta della didattica in presenza per gli studenti che potrebbero rimanere a casa".

Corre il rischio di scontentare tanti, nell'ambito dei poteri residuali che gli consento solo di mitigare la scelta del governo. "In questo quadro la nostra decisione è improntata a banalissima prudenza: se in questo modo dovessimo salvare anche un solo nonno o una solo insegnante o un papà con malattie che lo rendono fragile, avremmo già raggiunto il nostro scopo". Alcune constatazioni motivano la sua ulteriore presa di posizione: "Le aule italiane medie sono piccole, anguste, piene zeppe di bambini, con insegnanti e personale scolastico anche in età a rischio. Col freddo pungente di questi giorni non sarà neanche possibile aprire le finestre e il pericolo di una saturazione dell’aria da parte dell’eventuale virus sarà altissimo".

Le sue considerazioni, al secondo giorno di riapertura delle scuole, muovono dalla classificazione del ministero della Salute che ha inserito la Puglia nell'area gialla, in conseguenza dell'indice Rt pari a 1. Avrebbe preferito, come sostiene sin dal varo del nuovo sistema delle colorazioni, che il governo mandasse tutta l'Italia in zona arancione. Ma avverte i pugliesi: "Al di là della zona gialla, abbiamo un indice di incremento dei contagi che non mi rassicura per niente. Siamo sempre in grave pericolo e non siamo affatto in sicurezza. I reparti ospedalieri stanno tornando a riempirsi, pur essendo capienti e organizzati. Ricordate che aumento dei contagi significa - anche con le migliori cure e i posti letto necessari - aumento dei morti e delle gravi complicazioni invalidanti".

Da qui anche l'appello a tutti coloro che possono fare a meno di uscire di casa di scegliere lo smart working e uscire solo per necessità. "Speriamo - conclude - di superare anche questa prova nel migliore dei modi".

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