La scuola è iniziata ma non per tutti: restano a piedi i bambini rom di Borgo Arpinova

Nella foto la strada che ogni giorno gli scolari devono percorrere se vogliono raggiungere la scuola. L'assessorato ai Servizi sociali non ha ancora attivato lo scuolabus: un disservizio che si ripete ogni anno

Per raggiungere la fermata del pullman devono svegliarsi molto presto e percorrere circa 2 km a piedi. E se piove la difficoltà aumenta. Alcuni vi rinunciano e restano a casa. Ed è così che il diritto allo studio diventa un’opzione per i bambini rom di Borgo Arpinova. Insomma, la scuola a Foggia è iniziata il 17 settembre, ma non per tutti. Interesserà a qualcuno? Si sa, di questi tempi, non fa molta notizia. Ed invece dovrebbe farla e dovrebbe indignarci. Perché di bambini si tratta.

Questa mattina al campo sono tornati gli esponenti di Italia in Comune. “Ed anche quest’anno – hanno rilevato-, ad oggi ancora non è in essere il bando per l’assegnazione del servizio di scuolabus per i bambini del campo rom. Questa sciatteria che si ripete ogni anno è un atto grave per molti aspetti, ma soprattutto perché colpisce dei bambini che vivono in uno stato di totale degrado – tuonano-. Queste ripetute inadempienze nel tempo da parte di questa amministrazione e dell’Assessorato competente dimostrano come siano poco interessati a supportare una seria politica di integrazione favorendo il perpetuarsi del pregiudizio, una trappola che distorce la realtà facilitando l’avanzata di una volontà che si diletta ad alzare muri”.

“Quando però tutto questo si perpetra e consuma a danno di incolpevoli bambini crea una profonda indignazione; infatti si fa finta di non vedere che quando questi bambini potranno finalmente andare a scuola, saranno inseriti in classi che hanno già iniziato il programma costringendo i docenti a un doppio lavoro per permettere ai nuovi di recuperare. Ma non è da sottovalutare la difficoltà d’inserimento di quei bambini che si dovranno includere in gruppi già fatti”.

Italia in Comune Foggia , con i consiglieri comunali Rizzi e Sciagura, ritiene che il reiterarsi di una simile mancanza, che di fatto è una negazione del diritto allo studio ai bambini di quelle famiglie impossibilitate ad accompagnare i figli a scuola, qualifichi “l’operato di un Assessorato che si dovrebbe occupare della fascia debole della città. Ancora una volta – concludono- ci vediamo costretti a informare le autorità competenti e denunciare ritardi che riteniamo inammissibili per un servizio di pubblica utilità”. Attendiamo risposte dall’assessore Erminia Roberto e dal sindaco Landella (al pari di quelle inerenti il trasporto disabili).

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