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Rapporto Invalsi amaro per la Puglia, deficit formativo tra gli studenti: "Colpa del ricorso eccessivo alla dad di Emiliano"

Tra i dati più preoccupanti relativi alla Puglia, quelli sulle percentuali di alunni del quinto anno delle scuole superiori che non raggiungono la soglia minima di competenza: in italiano il 59%, in matematica il 69%

I risultati presentati nel rapporto Invalsi del 2021, resi noti il 14 luglio, rappresentano la prima misurazione su larga scala degli effetti delle restrizioni conseguenti alla pandemia sugli apprendimenti di base (italiano, matematica e inglese) conseguiti dagli studenti italiani.

“Si è verificato, purtroppo, ciò che era stato da molti previsto: un calo generalizzato, in particolare nella scuola superiore, dei livelli di apprendimento misurati nel corrente anno scolastico (le rilevazioni sono state condotte fra marzo e maggio scorsi) rispetto a quelli del 2018 e del 2019. E un accentuarsi preoccupante della dispersione scolastica, in particolare nel mezzogiorno (Puglia inclusa), espressa non solo con riferimento agli alunni che hanno abbandonato gli studi ma anche a quelli che hanno terminato la scuola superiore senza aver raggiunto le competenze fondamentali, che sono a forte rischio di inserimento nella società e nel mondo del lavoro al pari di quelli che non hanno completato gli studi” il commento di Roberto Romito, presidente regionale Anp Puglia.

Tra i dati più preoccupanti relativi alla Puglia, quelli sulle percentuali di alunni del quinto anno delle scuole superiori che non raggiungono la soglia minima di competenza: in italiano il 59%, in matematica il 69%. “Se si raffrontano questi dati con quelli di altre regioni altrettanto colpite dalla pandemia, se non in misura molto maggiore della Puglia, come la Lombardia ed il Veneto, si nota come queste ultime riportino risultati nettamente migliori (25% e 32%, rispettivamente, per l’italiano, e 28% e 39% per la matematica). Il rapporto, sulla base di questi ed altri dati più approfonditi, indica la presenza in Puglia (ma anche in Campania) di un vero e proprio learnig loss (perdita di apprendimento o deficit formativo), chiaramente legato al ricorso massiccio alla didattica a distanza che si è consentito nella nostra regione rispetto ad altre nelle quali i rischi di contagio erano anche maggiori. E sicuramente ha pesato, in particolare per gli ultimi due mesi di scuola, il messaggio di disincentivazione della frequenza scolastica che è stato lanciato a studenti e famiglie attraverso le ordinanze che hanno consentito la cosiddetta “didattica a scelta” incalza Romito.

Il presidente Anp Puglia tuona: “Auspichiamo che non si ripeta più questo errore, ma che in condizioni di rischio pandemico accettabile si mettano in campo - finalmente - tutte le misure atte a far sperare in un più regolare avvio del prossimo anno scolastico: dalle vaccinazioni degli studenti fra 12 e 18 anni di età al completamento di quelle dei docenti e del personale delle scuole, dal tracciamento dei contagi alle misure di prevenzione attuate nelle stesse scuole per mezzo del personale sanitario a loro dedicato (i TOSS), senza trascurare l’effettivo potenziamento del trasporto pubblico locale”

Non le mandano a dire i sei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Antonio Gabellone, Renato Perrini, Francesco Ventola e il capogruppo Ignazio Zullo, nel mirino dei quali, manco a dirlo, è finito Michele Emiliano: “L'istruzione in Puglia è tra le peggiori. A certificarlo sono i test Invalsi, a causarlo la didattica a distanza nel periodo pandemico. Su questo noi di Fratelli d'Italia abbiamo fatto la voce grossa da subito, chiedendo il ritorno a scuola per garantire il diritto all'istruzione, di concentrare le forze nell'individuazione di una soluzione che salvaguardasse salute e studio, ma siamo rimasti inascoltati. Oggi siamo di fronte non solo ad un deficit di istruzione ma ad un allarme sociale e culturale per il futuro. Allora chiediamo direttamente al presidente Michele Emiliano - la Giovanna D'Arco della Dad - in che modo sta sfruttando questi mesi per garantire il ritorno in aula degli studenti pugliesi: cosa si sta facendo in tema di trasporti? In che modo si stanno evitando le aule pollaio? È in programma un'azione di tamponamento e tracciamento scolastico? Vantarsi del risultato della vaccinazione in Puglia -senza contare che questa è stata bloccata per giovani al di sotto dei 30 anni, e che una larga fascia del personale scolastico non ha voluto vaccinarsi- non sarà sufficiente: la variante Delta incombe e viaggia soprattutto attraverso i giovani. È necessario intervenire ora perché il ritorno a scuola è dietro l'angolo. Suoniamo la campanella ad Emiliano, sperando ci rassicuri nei nostri dubbi e che consenta ai nostri ragazzi di ritornare a scuola ad istruirsi”./comunicato

Bordate all’indirizzo del governatore della Regione Puglia arrivano dalla Lega nella persona della deputata Anna Rita Tateo: “Fallimento totale per il modello Emiliano che ha tenuto i nostri ragazzi in Dad per quasi tutto l’anno. Il risultato? Quasi il 70% dei ragazzi pugliesi bocciati alle prove invalsi, con un più del 40% gravemente insufficienti nella prova di matematica in quinta superiore. Non migliori i risultati nella prova di italiano, dove la Puglia si trova al terzo posto, preceduta da Calabria e Campania. Un esito vergognoso che palesa a tutti la necessità di tornare in classe a settembre. I nostri adolescenti non possono pagare sulla propria pelle queste scelte sbagliate: da donna e da mamma mi interrogo sulle conseguenze anche psicologiche che questo isolamento prolungato avrà sulle loro giovani menti”.

Parole al vetriolo anche da parte di Ada Fiore e Lorenzo Frattarolo, coordinatori regionale di Italia Viva: “La Puglia è stata la regione che più di ogni altra ha privato gli studenti della frequenza in presenza, che ha reso la scuola un "servizio a domanda individuale", che ha mistificato l'incapacità organizzativa dei trasporti con la responsabilità genitoriale della frequenza e che ha deriso i professori nella loro professionalità. In una parola: la Puglia ha dimostrato con i fatti di considerare l'istruzione delle nuove generazioni un problema secondario o addirittura inesistente”

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