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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Scuola

Chiusura scuole di infanzia comunali: le precisazioni delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil

Le organizzazioni sindacali, una volta avuta contezza dei dati relativi agli alunni delle scuole dell’infanzia comunali e statali, hanno espresso alcune valutazioni

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil confederali e di categoria hanno incontrato la commissione straordinaria del Comune di Foggia nei giorni 23 e 27 dicembre scorso, relativamente alla riorganizzazione e razionalizzazione dei servizi educativi comunali.

La commissione straordinaria ha informato le organizzazioni sindacali della volontà di procedere alla chiusura delle 8 scuole dell’infanzia comunali attualmente funzionanti, perché si sarebbe in presenza di un numero esiguo di frequentanti. In tal senso la suddetta commissione si è confrontata con il Csa Miur per assicurare all’utenza residua una sistemazione presso le scuole dell’infanzia statali del corrispondente territorio a partire dall’anno scolastico 2022/2023. Ha comunicato, infine, di voler utilizzare il personale in servizio - circa 40 unità -  per colmare parte delle vacatio di organico del Comune di Foggia.

Le organizzazioni sindacali, una volta avuta contezza dei dati relativi agli alunni delle scuole dell’infanzia comunali e statali, hanno espresso le seguenti valutazioni: ritengono strategica la funzione delle scuole dell’infanzia pubblica, privata, statale e comunale per rispondere precocemente alle forti diseguaglianze di ordine sociale, economico e culturale presenti nella città di Foggia ed acuite dalla pandemia.

Riconoscono alle scuole dell’infanzia comunali di aver svolto un ruolo fondamentale in questi anni di integrazione dell’offerta pubblica educativa, a fronte di una mancata generalizzazione della scuola dell’infanzia statale, garantendo un presidio importante sul piano quantitativo e qualitativo. Pertanto, tale patrimonio professionale ed esperenziale non può essere depauperato, ma anzi va considerato risorsa per l’arricchimento dell’offerta pubblica.

Idati – la cui ratio andrebbe profondamente analizzata - forniti dalla Commissione Straordinaria, comunque, fanno emergere un quadro composito con scuole dell’infanzia che hanno numeri sufficienti ed altre che potrebbero essere promosse ed incentivate meglio, perché inserite in contesti caratterizzati da marginalità sociale come quelli dei quartieri periferici della città, ed altre ancora con numeri esigui la cui utenza può essere assorbita dalle scuole materne statali. Non si tratta di dismettere, ma di integrare con gradualità e razionalità i servizi, utilizzando in modo più appropriato i locali, il personale e le attrezzature, anche in funzione delle nuove esigenze di ordine igienico-sanitario indotte dalla pandemia. E va evidenziato il ruolo fondamentale delle scuole dell’infanzia quali presidi di legalità e prevenzione, in una città che paga la presenza soffocante della criminalità organizzata.

Le risorse risparmiate andrebbero utilizzate per potenziare i servizi, per non tradire il patto educativo con i bambini e le famiglie. Occorre garantire il pre e post scuola, la mensa, gli interventi strutturali e l’utilizzo delle attrezzature materiali ed immateriali per una didattica pregnante.

Si chiede alla Commissione Straordinaria del Comune di Foggia, infine, di predisporre un piano specifico per l’utilizzo delle risorse provenienti dal PNRR a sostegno delle attività educative della città, aprendo un confronto con le parti sociali, evitando il rischio di rimare fuori dagli stessi finanziamenti.    

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