Francesco, l'alunno disabile senza pasto. La scuola si difende: "Abbiamo fatto tutto il possibile"

Il caso del ragazzino disabile a cui la scuola non potrà garantire da domani, giorno di inizio mensa, un OSS che lo aiuti a mangiare. Mamma indignata pronta alla denuncia. Istituto Santa Chiara: fatto tutto il possibile

Ha fatto il giro del web e della città di Foggia il caso di Francesco Di Bari, il ragazzino disabile che domani, lunedì 15 ottobre, giorno in cui alla scuola Santa Chiara-Pascoli-Altamura inizierà il servizio mensa, resterà senza pasto a causa dell'assenza di personale che possa aiutarlo a mangiare. Francesco ha una paralisi infantile. La madre, Loredana de Cata, è pronta a denunciare la scuola, "dopo essere stata palleggiata tra istituto, Comune di Foggia e Asl". Ed oggi arriva la replica della scuola, "un contributo chiarificatore - scrive la dirigente Mariolina Goduto -, nella speranza che le istanze poste dalla famiglia possano trovare una soluzione positiva". 

"Innanzitutto va precisato - esordisce la nota - che l’alunno frequenta la nostra scuola già da otto anni e che in questo lungo periodo l’istituzione scolastica che rappresento si è posta, per le attività di ricerca, di formazione e di sperimentazione messe in atto, come modello di inclusione, di accoglienza e di cura educativa. In concreto, nella classe dell'alunno sono in servizio alcuni insegnanti curricolari e ben due docenti di sostegno, proprio per coprire l’intero arco di funzionamento del plesso, che osserva un orario a tempo pieno. Inoltre, il team messo a disposizione è arricchito dal supporto di due collaboratori scolastici che, volontariamente e senza alcun compenso aggiuntivo, hanno offerto e offrono la loro preziosa disponibilità, provvedendo alla cura personale e all'igiene dell'alunno, nonostante questo non sia affatto previsto fra i compiti stabiliti dalle norme contrattuali del Comparto Scuola.

E’ stata, inoltre, richiesta all’Amministrazione comunale, Assessorato Politiche Sociali, l’assegnazione di un educatore, che presta servizio sin dall’inizio dell’anno scolastico. L’educatore fornisce assistenza specialistica funzionale ai processi di apprendimento e alla socializzazione degli alunni con disabilità ed interviene per potenziare le capacità degli studenti in ambiti quali l’autonomia e la gestione degli aspetti cognitivi e relazionali, ma non può essere utilizzato per le operazioni connesse alla somministrazione del pasto. In questo quadro va citata anche la posizione incomprensibile dell'A.S.L. che, interpellata periodicamente in merito alla questione dell'alunno, non ha reso disponibile la figura dell’assistente, nell’anno scolastico in corso e negli anni pregressi.

Va precisato che la scuola, in coerenza con la politica di inclusione che ha sempre praticato, ha lavorato per trovare al suo interno soluzioni immediate che permettessero di superare le oggettive difficoltà degli iter burocratici. La scrivente e la docente referente per l’integrazione scolastica hanno costantemente garantito piena disponibilità all’ascolto, cercando di dare effettivo sostegno alle famiglie e impegnando tempo e risorse per cercare soluzioni adeguate, anche al di là di quelle rituali e convenzionali. A tale proposito, prima dell’inizio dello scorso anno scolastico, l’istituzione scolastica si è attivata per accreditarsi come ente di accoglienza dei volontari/tirocinanti ReD (Reddito di Dignità), su sollecitazione dell’Assessorato Politiche Sociali, ed ha presentato uno specifico progetto, approvato e sostenuto dalla Regione. Per effetto di tale impegno, per l’intero anno scolastico, è stato possibile usufruire del contributo di un OSS (Operatore Socio-Sanitario), al quale è stata delegata la cura dell’alunno nella fase del pranzo.

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Nella previsione della scadenza del periodo di volontariato ReD, in data 17/07/2018 il nostro istituto ha provveduto ad inoltrare agli organi competenti, Assessorato alle Politiche Sociali, formale richiesta per una nuova assegnazione di personale OSS, a tutt’oggi rimasta inevasa, nonostante i numerosi solleciti, per effetto dei ritardi determinati dalla transizione dall’istituto ReD all’istituto ReI (Reddito di Inclusione), coordinata dalla Regione Puglia" conclude la nota.

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