'Nodo scuola', sindacati sul piede di guerra: "Regione è responsabile, gli studenti pagano il prezzo più alto"

La Cgil insorge: "Basta scarica-barile". Necessario garantire "condizioni di sicurezza assoluta anche tramite la revisione dei protocolli di sicurezza, ormai inadeguati all’attuale scenario epidemiologico. Solo così si salverà il diritto alla salute senza sacrificare quello all’istruzione"

Immagine di repertorio

Sul 'Nodo scuola' in Puglia, in seguito alla sentenza del Tar di Bari, la Cgil invoca una 'operazione verità' e l’avvio di un tavolo istituzionale che "abbandoni la linea dello scarica barile sulle singole famiglie di competenze che sono esclusive della scuola".

"Ci risulta singolare che, sia pure per motivazioni esattamente opposte, Emiliano e il Codacons abbiano entrambi espresso analoga soddisfazione nei confronti di una sentenza che, nella loro interpretazione, riconoscerebbe la legittimità dell’ordinanza 413, con cui la Regione Puglia attribuisce alle famiglie la facoltà di scegliere se avvalersi o meno della didattica in presenza.
A nostro avviso, invece, il Tribunale non legittima affatto il contenuto specifico della nuova ordinanza ma chiarisce solo che è nelle competenze delle Regioni applicare ulteriori disposizioni più restrittive rispetto a quelle statali di contenimento del rischio epidemiologico", spiega il sindacato in una nota stampa.

Quella ordinanza che divide i genitori 'buoni' dai 'cattivi' (e li mette gli uni contro gli altri)

"Coerentemente con quanto abbiamo affermato con forza in questi giorni, continuiamo a ribadire che il vulnus più grave inferto alla scuola pugliese consista proprio nel modello di 'scuola come servizio a domanda individuale' introdotto, pericolosamente, dall’ordinanza n. 413 contro il mandato che alla scuola è affidato dalla Costituzione. Dal nostro punto di vista, quindi, la sentenza del Tar di Bari rimette integralmente alla dimensione politica ogni scelta che la  Regione è chiamata ad assumere".

"Alla lucedi questa sentenza, ora più che mai, va fatta un’operazione di verità rispetto a quanto accaduto sinora: la responsabilità per l'aumento dei dati sulla diffusione del contagio da Covid-19, per il collasso del sistema di tracciamento delle Asl, per la saturazione dei posti letto nelle corsie d’ospedale e nei reparti di terapia intensiva, per il mancato decollo di un sistema dei trasporti dedicati ai servizi scolastici, vanno addebitate a precise scelte operate autonomamente della Regione e delle quali ora la scuola è indebitamente chiamata a pagare il prezzo più alto". 

"Per questo valutiamo non più procrastinabile l’avvio di un tavolo istituzionale di confronto che, abbandoni la linea dello scarica-barile sulle singole famiglie di competenze che sono esclusive della scuola, rendendosi capace di guardare anche in prospettiva per rimettere, quanto prima, le istituzioni scolastiche in grado di ripartire con la didattica in presenza". 

A tal fine, continua la nota, si dovranno garantire le "condizioni di sicurezza assoluta per la tutela della salute dei lavoratori e degli studenti anche tramite la revisione dei protocolli di sicurezza, ormai inadeguati all’attuale scenario epidemiologico. Solo così potremo garantire il diritto costituzionale alla salute senza sacrificare il diritto all’istruzione, superando gli stucchevoli scontri politici ei stituzionali di queste ultime ore". 

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