Tfa sostegno, se Bari piange Foggia non ride: domande fuori traccia e controlli poco limpidi. Candidati pronti a fare ricorso

Dopo le prove annullate a Bari, Potenza e Cosenza, proteste anche a Foggia: "Le domande non erano quelle previste dal bando". E l'elenco degli ammessi alla prova scritta di maggio ancora non è stato pubblicato

Da due giorni non si arrestano le polemiche sulle prove per l’ammissione al test preselettivo dei percorsi di sostegno, che si sono svolti nelle giornate di lunedì 15 e martedì 16 aprile per le scuole per l’Infanzia, Primaria e secondarie di I Grado e II Grado. Si tratta di un test preliminare cui faranno seguito una prova scritta, una prova orale e la successiva ammissione ai percorsi, per i quali bisognerà sostenere una tassa di iscrizione di 2816 euro.

Disagi diffusi e diversificati, che non hanno risparmiato nessuna delle città che hanno ospitato le quattro prove. Disagi multipli anche per il numero ingente di candidati che forse avrebbero richiesto una organizzazione migliore, senza dubbio diversa.

A Bari la prova della scuola primaria è stata annullata perché i plichi contenenti i testi con parte delle domande, erano vuoti; a Cosenza le prove sono state fermate e annullate dopo 40 minuti dall’inizio perché i moduli con le domande risultavano incompleti. Altri disagi si sono registrati in Salento, mentre a Potenza 500 candidati hanno dovuto fare ritorno a casa perché le prove della secondaria di secondo grado erano state scambiate con quelle della secondaria di primo grado.

Proteste da più parti si stanno levando anche per quanto accaduto a Foggia. L’ente Fiera ha ospitato circa 3mila candidati per i 600 posti (sui 14mila totali, ndr) disponibili (150 per ognuna delle quattro scuole interessate, ndr). Un numero ingente, anche perché tra i requisiti di ammissione, per le scuole secondarie di I e II Grado, oltre alla Laurea Magistrale in congiunzione con i 24 Cfu nelle discipline antropo-psicopedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche o con i 3 anni di servizio, c’era anche il Diploma ITP (insegnante Tecnico Pratico). Laureati, insegnanti precari, giovani diplomati, insegnanti di lungo corso, si sono presentati alle prove, ignari di cosa sarebbe accaduto.

Incongruenze delle domande rispetto al bando

Nessun problema tecnico che potesse determinare l’annullamento come a Bari o Cosenza: a lasciare perplessi i candidati sono state soprattutto le domande con le quali si sono dovuti misurare: “Soprattutto nella prova per la scuola Secondaria di Secondo Grado, a parte 20 domande sulla comprensione del testo e sulle competenze linguistiche, la maggior parte delle altre domande è risultata fuori tema”, ci racconta una candidata.

Dalla pentola di Papin al vincitore del Nobel per la Chimica nel 1963, passando per la Pila di Volta, Nelson Mandela, la macchina ibrida plugin, Leonardo Da Vinci, Alan Turing, Frankestein fino ad arrivare agli anni bisestili, al padre dei vaccini o alle probabilità di ottenere una somma di 14 dal lancio di due dadi: quesiti che non trovano alcun riscontro né sulle indicazioni presenti all’interno del bando, né con i testi serviti ai candidati per la preparazione alle prove: “Mesi di studio su riforme, normative, pedagogia, psicologia, leggi e commi, e non ci siamo trovati nulla di tutto ciò nelle domande, nulla che fosse inizialmente previsto sul bando”, ci racconta un’altra candidata.

“Quanto accaduto nei giorni scorsi certifica il totale fallimento del Miur. È un modo per gettare fumo negli occhi alla gente. Tutto questo caos per il conseguimento di un titolo che comunque non ti garantisce il ruolo. Solo a Foggia c’erano 3mila persone per solo 600 posti, forse sarebbe stata necessaria un’organizzazione diversa. Gli unici a guadagnarci sono stati gli atenei, visto che il test era a pagamento”, fa sapere un docente che ha partecipato al test.

Ma c’è dell’altro, ovvero i controlli non sempre ineccepibili, tra candidati cui è stato concesso di recarsi al bagno durante la prova, a telefoni che squillavano ben dopo il ritiro delle borse e dei dispositivi elettronici, fino alla indulgenza verso i candidati seduti nelle ultime file.

Nel caso di Foggia, i candidati devono anche sopportare la “tortura” dell’attesa. Mentre in altre città come Palermo o Cagliari già si conoscono i nomi degli ammessi alla prova scritta, nel capoluogo dauno i risultati tardano ad arrivare. Una situazione frustrante per i candidati, anche perché le prove scritte sono in programma il 17 e il 20 maggio. Meno di un mese di tempo per prepararsi su specifiche discipline: “L’Università di Foggia ci ha consigliato dei testi di oltre mille pagine. Ma come possiamo studiare senza sapere se potremo partecipare alle prove successive?”, si domanda una candidata.

Sindacati pronti all’azione

Sui quesiti dissimili tra una città e un'altra, e sulla mancanza di congruità rispetto ai requisiti richiesti dal bando, arriva il commento dello Snals Confsal: “Abbiamo verificato che i test non sono stati predisposti seguendo il dettato del decreto ministeriale del 30 settembre 2011; in alcuni casi erano presenti troppe domande di cultura generale, in altri molteplici quesiti su un unico provvedimento legislativo, in altri ancora le richieste erano troppo settoriali. Chiediamo all’Amministrazione l’indizione di un nuovo ciclo di TFA di sostegno, poiché il contingente di specializzati dell’attuale tornata non sarà sufficiente a coprire le esigenze di organico. La procedura di selezione del nuovo ciclo dovrà essere affidata al Miur con una prova nazionale unica, lasciando all’Università esclusivamente l’espletamento dei corsi, ha dichiarato il segretario generale Elvira Serafini.

 “I numeri elevatissimi dei partecipanti si conoscevano già, la gestione disorganizzata e deficitaria di moltissimi atenei lombardi, emiliani, pugliesi, calabresi, campani si sta rivelando in queste ore. Di questo clima di caos e disorganizzazione fanno le spese ancora una volta i docenti, gli aspiranti tali, gli studenti, ancora una volta i più fragili, quelli con disabilità, e la scuola nel suo insieme. A guadagnarci sono le università e quelle organizzazioni sindacali e quei ricorsifici che hanno costruito le proprie fortune sulla malagestione del MIUR. Il numero di posti messi a bando è inoltre del tutto ridicolo, perché di gran lunga al di sotto delle cattedre in deroga concesse ogni anno e, dunque, al reale fabbisogno di docenti di sostegno. Al termine del corso si specializzeranno infatti poco meno di 15mila docenti che potranno partecipare al concorso, ma non saranno abilitati all'insegnamento, assurda anomalia prodotta dalle altrettanto assurde politiche assunzionali del MIUR. È inaccettabile continuare a sopportare i costi della disorganizzazione e dell'incuria di un ministero che da anni non bandisce un corso abilitante e non si fa carico della formazione dei suoi docenti, continuando a precarizzarli e a pretendere che con stipendi inadeguati paghino anche una formazione che fin dalla selezione è sotto gli occhi di tutti un vero e proprio fallimento”, dichiara l’Unione Sindacale di Base che ha inoltre indetto uno sciopero per il 10 maggio contro il precariato”.

“Sarebbe opportuno che l’ateneo verifichi e prenda formalmente atto della incongruenza dei test erogati ai candidati, rispetto alle competenze richieste da bando, valutando anche in questo caso l’ipotesi di annullare le prove concorsuali. Ovviamente l’inconveniente ha recato non poco disagio a tutti gli 8mila candidati che hanno svolto le prove nei due atenei pugliesi e, in particolare, ai numerosi candidati provenienti da fuori provincia molti dei quali hanno utilizzato dei permessi di lavoro per effettuare il test”, afferma la FLC CGIL di Foggia, la quale spiega che “l’appalto per l’erogazione del concorso di ammissione è stato affidato fuori dall’ateneo: mentre Bari ha affidato la gestione del concorso al Cineca - un Consorzio Interuniversitario che opera sotto il controllo del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca - l’ateneo foggiano si è servito invece di un altro ente privato. Quanto accaduto nei due atenei pugliesi produrrà molteplici ricorsi tesi ad ottenere l’annullamento delle prove visto che, nel frattempo, si apprende che errori nella compilazione e gestione dei test sono accaduti oltre che in Puglia anche in Basilicata, Calabria e Campania. A questo punto la responsabilità delle misure da adottare deve ricadere per intero sul MIUR che deve intervenire con una rapida istruttoria per accertare quanto accaduto e verificare tutti i casi di irregolarità e di difformità di comportamento tra le diverse commissioni esaminatrici”.

“Questa organizzazione sindacale, nell’attesa che l’Ateneo di Foggia pubblichi ufficialmente i quesiti proposti, ha investito della questione il proprio ufficio legale. Non appena, pertanto, avremo contezza di tali quesiti, procederemo ad una attenta analisi degli stessi rispetto al contenuto di cui all’allegato a del d.m. del 30.9.2011. Sottoporremo, come detto, al nostro ufficio legale quanto avvenuto durante lo svolgimento delle prove al fine di valutare la sussistenza di azioni legali a tutela della legalità del concorso e delle prove sostenute dai candidati”, si legge sul sito della FLP Scuola Foggia.

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