Questa scuola non è un alberghiero! "Ci sono studenti che non hanno mai visto una cucina"

Gli studenti dell’ “I.P.S.S.A.R Michele Lecce” di Manfredonia. Dopo quattro anni di disservizi è il momento di mobilitarsi per rivendicare il nostro diritto allo studio

Foto di repertorio

“Vogliamo tornare ad essere a pieno titolo la porta del Gargano, potenziando le radici turistiche della nostra città” sosteneva nel 2015 il sindaco Riccardi fresco di accordi con l’istituto alberghiero “I.P.S.S.A.R. Michele Lecce” di San Giovanni Rotondo per la sede distaccata di Manfredonia. Una grande notizia per Manfredonia, seppure tardiva. Una grande notizia che però ha solo sedotto gli studenti manfredoniani, fino a quel giorno costretti a svegliarsi presto e ad affrontare il viaggio verso l’istituto di San Giovanni. Una seduzione che si è rilevata una grande trappola che pone in un limbo, ad oggi, quasi 300 studenti.

Se ne i primi tempi, infatti, erano previsti e prevedibili una serie di disservizi per ragioni logistiche riguardo l’allestimento dei locali per i laboratori pratici e le relative convenzioni con strutture private non completamente attrezzate, neanche il più pessimista poteva immaginare il colpevole stallo di questi quattro anni. 

La situazione odierna è che una buona parte degli studenti dei primi anni non ha mai visto una cucina, mai fatto un laboratorio, solo studiato sui libri di testo. Le cucine, seppure già a disposizione nella struttura scolastica, non sono state montate e, ben più grave, non sono ancora partiti i lavori per attrezzare i locali per il loro utilizzo.

Un continuo rimbalzare di responsabilità e tante promesse che come al solito pesano sul futuro di noi studenti, e futuri esperti del settore. Non siamo più disposti ad ingoiare le vostre scuse. Non vogliamo che il nostro diploma sia carta straccia. Vogliamo essere pronti e formati per affrontare il mondo del lavoro, che, soprattutto quello gastronomico e turistico, esige diplomati con una buona esperienza pratica e adattamento al lavoro.

Chiediamo al preside Gennaro Pio Masulli, al sindaco Angelo Riccardi, alla Provincia di Foggia e a chi di dovere di risolvere immediatamente la preoccupante situazione, la quale pregiudica tutti i diritti dello studente e ostacola il nostro futuro. Chiediamo a professori ed operatori scolastici di appoggiare la nostra lotta, perché ad essere coinvolto è il destino di tutto l’istituto scolastico. Vogliamo date certe sull’inizio dei lavori e massima trasparenza sulla programmazione altrimenti sarà mobilitazione ad oltranza!"

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