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Immagine di repertorio

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Ai Riuniti il 90% degli operatori sanitari è coperto dal vaccino anti-Covid. "Nessuna reazione avversa"

Tra il Policlinico Riuniti e l’ospedale Colonnello D’Avanzo di Foggia di Foggia sono state effettuate 2521 vaccinazioni. Partita quest'oggi anche la 'Fase 2', con i richiami per i primi vaccinati del 27 dicembre

Prosegue la ‘Fase 1’ della campagna vaccinale anti-Covid, mentre contestualmente parte anche la 'Fase 2', ovvero quella dei richiami dei primi vaccinati.

Al Policlinico Riuniti e all’ospedale Colonnello D’Avanzo di Foggia di Foggia, dal 27 dicembre 2020 al 16 gennaio 2021, sono state effettuate 2521 vaccinazioni a carico di medici, infermieri e personale sanitario. In altre parole, il 90% degli operatori sanitari è stato vaccinato. Entrando nel dettaglio, sono stati sottoposti a vaccino 1.039 e 1.482 donne. Ben 700 i medici (73%) che hanno ricevuto la prima dose anti-Covid, di cui 53 (83%) universitari, 459 (79%) ospedalieri e 198 (60%) in formazione specialistica.

A seguire, 965 infermieri (59%), 389 operatori socio-sanitari (61%) e 127 laboratoristi (73%), ovvero biologi e tecnici. Ancora, hanno ricevuto il vaccino 195 operatori sanitari (76%), come fisioterapisti e tecnici di radiologia, 131 tecnici e personale non sanitario (37%), come dipendenti delle ditte esterne impegnate in reparti Covid. Infine, i 14 laboratoristi dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata.

Sempre oggi, all’ospedale D’Avanzo – Policlinico Riuniti di Foggia, è stata somministrata la seconda dose del vaccino anti-Covid19 della Pfizer-BioNTech ai primi medici che il 27 dicembre scorso hanno aperto la campagna vaccinale in contemporanea in tutta la Regione.

A distanza di più di 21 giorni sono tornate a farsi inoculare il vaccino la prof. Teresa Santantonio, direttrice dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive, prima in assoluto a ricevere la dose durante il 'V-Day', la dott.ssa Esterina Parente, dirigente medico del pronto soccorso e la dott.ssa Rossella De Nittis, dirigente medico clinico dell’Unità operativa di Microbiologia del Policlinico Riuniti. Con loro anche il medico specializzando in Anestesia e Rianimazione Giacomo Errico.

Come previsto dalle linee guida della stessa azienda farmaceutica, la seconda dose è stata somministrata dopo almeno 21 giorni per raggiungere la massima efficacia. Tutti e quattro i vaccinati non hanno riferito reazioni alla prima somministrazione se non piccoli fastidi nella zona di inoculo. Nella serenità e tranquillità più totale, i primi quattro vaccinati dello storico momento del ‘V-Day’ hanno ripreso posto sulle poltrone per l’ultimo step insieme, questa volta, con il resto dei prenotati della categoria dei socio-sanitari per un totale di 20 vaccinazioni. A tutti, dopo la seconda dose, sono stati consegnati i certificati di vaccinazione.

"Mi auguro che questa seconda dose di vaccino abbia lo stesso effetto che mi ha fatto la prima: nessuna reazione avversa. Adesso potremmo ‘prendere a schiaffi’ il virus e lo dico con convinzione. Sono più sicura anche sul lavoro e nel contesto famigliare, pronta a sostenere i pazienti con maggiore serenità", spiega Santantonio. "Non ho avuto nessun sintomo dopo la prima inoculazione, sono stata benissimo. Quello che non ho dimenticato è di mantenere gli stessi accorgimenti che avevo prima dal 27 dicembre. Adesso vediamo con questa seconda dose come reagirà il mio corpo, ma io sono una ottimista, vedo il bicchiere sempre mezzo pieno quindi sono certa andrà bene lo stesso", continua invece Parente.

"Tutto è filato liscio, sono stato bene. Tutto il mio reparto è stato vaccinato e nessuno di noi ha constatato reazioni. Sul lavoro? Come se non avessimo fatto il vaccino: stesse accortezze, stesse precauzioni. Ribadisco che la fiducia nella scienza deve essere massima se vogliamo uscire da questo incubo: sono certo che in fondo al tunnel si vedrà la luce e spero quanto prima che si possa raggiungere una immunità generale tale da poter riprendere la vita come era prima", aggiunge invece Errico. "Mai abbassare la guardia anche quando si è stati vaccinati. Avere la prima dose non significa buttarsi a capofitto nella vita spensierata di prima, sarebbe un grave errore perché la vita pre-covid non tornerà in tempi brevi. Inoltre gli esperti stanno verificando se i vaccinati siano o meno vettori di virus e solo per questo approfondimento vale la pena proseguire con tutte le precauzioni con cui abbiamo imparato a convivere", conclude De Nittis.

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