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Domenica, 25 Settembre 2022
Salute

Ecco i 51 medici foggiani delle 'unità speciali'. In Capitanata le 5 squadre a domicilio per i pazienti contagiati dal virus

Avranno sede logistica nei comuni di Foggia, Torremaggiore, Vico del Gargano, Troia, San Marco in Lamis. Ciò garantirà un’agevole copertura di tutto il territorio provinciale. Le Unità Speciali saranno operative dalle 8 alle 20 sette giorni su sette

Trentacinque donne e sedici uomini, di età compresa tra 26 e 60 anni. Sono i medici che costituiranno le equipe delle cinque Usca della provincia di Foggia. Le Unità Speciali di Continuità Assistenziale saranno operative dal prossimo lunedì 11 maggio. Lo annuncia il direttore generale della Asl Foggia Vito Piazzolla che, questa mattina, ha firmato personalmente i contratti individuali per i primi quaranta medici.

“È una grande soddisfazione per noi perché riusciamo ad avviare il servizio dopo aver superato le iniziali difficoltà. Spiegate le finalità delle Usca e le modalità organizzative, la risposta dei medici è stata, infatti, immediata. Lunedì partiranno le prime cinque unità, ma stiamo già verificando la possibilità di incrementarne il numero se ci saranno ulteriori adesioni”.

Ciascuna è costituita da cinque medici che avranno il compito di gestire a domicilio i pazienti affetti da Covid-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero. La presa in carico riguarderà le persone in isolamento domiciliare a casa come pure gli ospiti delle strutture sanitarie residenziali.

Avranno sede logistica nei comuni di Foggia, Torremaggiore, Vico del Gargano, Troia, San Marco in Lamis. Ciò garantirà un’agevole copertura di tutto il territorio provinciale. Le Unità Speciali saranno operative dalle 8 alle 20 sette giorni su sette. Per ogni Usca la Asl Foggia ha messo a disposizione, con la collaborazione di Sanitaservice, un’auto ed un autista dedicati.

“Per noi è una vittoria assicurare ai pazienti positivi l’assistenza a casa. Ad oggi, sono 390 le persone guarite dal Covid-19 in provincia di Foggia, il 60% delle quali ha ricevuto assistenza nella propria abitazione senza ricorso all’ospedalizzazione. Un modello di assistenza territoriale che ha dimostrato la sua validità e che trarrà ulteriore giovamento proprio dall’integrazione delle Usca nella rete costituita da dipartimento di prevenzione, medici e pediatri di famiglia, specialisti ambulatoriali e continuità assistenziale, struttura di Malattie dell’Apparato Respiratorio di San Severo e Centrale Operativa Territoriale”.


 

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