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Giovedì, 30 Giugno 2022
Salute

Un tumore maligno su tre è mammario. In Puglia 45mila screening in meno durante il Covid

Il punto dell'oncologoa in servizio a Bari, Stefania Stucci

Il 30% dei casi totale di cancro in Puglia è rappresentato dal tumore alla mammella. E' quanto dichirara l'oncologa Stefania Stucci. La responsabile dell'ambulatorio Breast Care Unit presso la Uoc di Oncologia Medica Universitaria del Policlinico di Bari evidenzia che con la creazione di una rete oncologica pugliese e di un network tra le Breast Units della Puglia, si mira a creare percorsi diagnostici terapeutici uniformi, lineari e finalizzati a diagnosticare rapidamente la malattia. Tale ambizioso progetto prevede, tra l’altro, di intervenire tempestivamente con le cure mediche, chirurgicamente e aumentare le possibilità di sopravvivenza.

Il carcinoma mammario è la neoplasia più diagnosticata nelle donne, in cui circa un tumore maligno ogni tre (30%) è un tumore mammario. In Italia, si legge nella relazione annuale del Ministero della Salute, nel 2020 sono state stimate circa 55mila nuove diagnosi di carcinomi e nel 2021, purtroppo, sono stati accertati 12.500 decessi. La sopravvivenza a 5 anni di un tumore della mammella, diagnosticato in fase precoce, grazie alle campagne di screening, prevenzione e alle più moderne apparecchiature diagnostiche, è giunta all’88% circa.

"Grazie alla ricerca scientifica e alla scoperta dei biomarcatori che promuovono lo sviluppo e la progressione del tumore, riusciamo a garantire un miglior controllo della neoplasia. Di fatto, abbiamo remissioni prolungate, per cui per molte donne si può parlare di cronicizzazione. Non è raro, dunque, trovare pazienti impegnati nella vita sociale con oltre 10 anni dalla diagnosi. Pertanto, alla migliore cura si deve affiancare anche una terapia di supporto psicologico per ottimizzare la qualità della vita sociale e professionale. La nostra mission è anche potenziare la ricerca clinica, offrire al paziente oncologico trattamenti innovativi, ridurre la spesa sanitaria in quanto, nell'ambito di progetti scientifici e clinici, i farmaci vengono forniti gratuitamente e, soprattutto, ridurre l’emigrazione sanitaria verso le grandi regioni settentrionali” aggiunge la dottoressa Stucci.

L'oncologa in servizio a Bari conclude. “In Puglia la riduzione degli screening per il tumore del seno è stata più alta della media italiana. Nel primo anno e mezzo della pandemia gli esami “omessi”, rispetto al periodo pre-Covid, sono stati 44.380. L’oncologia medica universitaria, lo scorso anno, ha erogato circa 400 visite oncologiche mostrando, tra l’altro, un trend in incremento anche nei primi sei mesi del 2022. In parallelo, è stato istituzionalizzato un ambulatorio di Cure Simultanee (dott.ssa Grassi Teresa) all’interno delle quali le pazienti possono beneficiare delle terapie di supporto per un benessere psico-fisico”.

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