Giovedì, 18 Luglio 2024
Salute

Scatta la sindrome da rientro dalle vacanze. La dott.ssa Carella: "Non riempiamoci subito di lavoro"

Ne soffre un Italiano su tre, e non ne sono immuni nemmeno i bambini. I consigli della psicologa e psicoterapeuta Tiziana Carella per metterla ko

Insonnia, irritabilità, ansia. Sono solo alcuni dei sintomi della cosiddetta sindrome da rientro delle vacanze con cui ogni anno deve fare i conti un Italiano su tre. È la difficoltà di riadattarsi ai ritmi decisamente diversi da quelli delle ferie, lenti e più piacevoli. Per farla breve, a settembre il nostro corpo non è ancora pronto per sovraccaricarsi di impegni, doveri e responsabilità sia lavorativi che familiari, e così va in tilt. E cosa succede?

Si possono manifestare disturbi del sonno, noia, difficoltà di concentrazione, irritabilità – ci spiega la psicologa e psicoterapeuta Tiziana Carella – ma anche mal di testa, debolezza, mal di stomaco, mancanza di energia tristezza, ansia, fobia sociale e angoscia che può sfociare in attacchi di panico. Sintomi che variano di intensità e di durata (da pochi giorni a qualche mese, ndr) a seconda della percezione che si ha dell’ambiente: la sindrome è più forte nel caso in cui l’attività lavorativa alla quale si fa ritorno è percepita come un qualcosa di imposto e non gratificante”.

E non ne sono immuni nemmeno i bambini e i ragazzi che tornano a scuola. “Nel loro caso lo stress può essere legato ai compiti per le vacanze, ai diversi ritmi sonno-veglia, ma anche allo stesso ambiente scolastico, al rapporto con compagni e insegnanti, all’eventuale timore di non essere all’altezza dei nuovi compiti. E i sintomi sono più fisici: mal di stomaco, disturbi intestinali, mancanza di appetito e disturbi del sonno”.

Ma niente paura. È una reazione fisiologica al cambiamento (laddove i sintomi non nascondano altre problematiche) e la si può affrontare e superare. “La cosa fondamentale – ci dice la Carella – è non chiederci di essere eccessivamente performanti fin dai primi giorni ed entrare nell’idea che abbiamo bisogno di un nostro tempo fisiologico per riadattarci ai ritmi della nostra routine. Dobbiamo procedere per gradi e non riempirci subito di lavoro, e cercare quelli che possono essere gli aspetti positivi della ripresa come il ritrovarsi con i colleghi e raccontarsi le vacanze. Inoltre non dobbiamo rinunciare al tempo libero, a fare le cose che ci piacciono e a concederci delle piacevoli pause come una passeggiata o un caffè che in qualche modo ci riconnettono a quello che abbiamo sperimentato durante le vacanze. E poi dobbiamo dormire bene”.

Lo stesso discorso vale anche per i più piccoli. “Non riempiamo subito le loro giornate – consiglia la psicologa – e connettiamoci emotivamente con loro dialogando, aiutandoli a superare delle eventuali tensioni o delle preoccupazioni, dando consigli pratici su come poter affrontare le difficoltà e mettendo sempre in evidenza quelli che possono essere gli aspetti positivi del ritorno a scuola”.

Insomma, mettiamoci in ascolto del nostro corpo.

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