Tra disservizi e silenzi, "l'ospedale di San Severo sta morendo": duro attacco del M5S ad Emiliano e Miglio

Gli attivisti denunciano le criticità di un nosocomio ormai "alla canna del gas". "Investiremo i nostri parlamentari, andremo fino al Ministro della Sanità". "Miglio potrebbe fare un altro sciopero della fame"

"La lenta agonia dell'Ospedale a San Severo sta producendo allarme e preoccupazione in tutti i cittadini, non solo quelli residenti, bensì anche quelli dei Comuni limitrofi". Esordisce così la dura nota stampa vergata dagli attivisti 5 stelle di San Severo, che preannunciano sul punto azioni di denuncia la cui eco giungerà sino a Roma. "L'intero comparto della sanità soffre da tempo di un indefinito processo di degrado, che si giova dell'assoluto silenzio dei vertici politici regionali e del management dell'ASLFg". E via con l'elenco delle criticità: "Le cose gravi cui stiamo assistendo sono: la chiusura dei Punti di Primo Intervento e la grande affluenza di cittadini e 118 delle differenti postazioni verso il Pronto Soccorso creano molte difficoltà, dovute alla grave carenza di medici e personale di supporto: questo comporta molte ore di attesa e a volte anche tensioni; non si espletano i concorsi per i primari (vedi chirurgia, ortopedia, ecc.), per le sale operatorie è chiusa la programmazione degli interventi a luglio e agosto. Si effettuano, quando è possibile, solo interventi di urgenza con conseguenti esodi e ricoveri presso altre strutture extra provinciali o extra regionali che provocano disagio all’utenza e costi all’ASL-FG: la Regione a fine anno dirà che i pazienti scelgono altri ospedali e che vanno altrove, dando la colpa a medici e infermieri. E ancora, con il bando di gara ed il conseguente eventuale appalto sulla ristorazione è previsto un solo punto cottura a Foggia con conseguente chiusura della cucina di San Severo e preparazione dei pasti surgelati invece che con cottura eseguita in loco e nello stesso giorno come avviene adesso. Senza aver messo in atto il progetto della nuova cucina presentato dall’ex direttore generale Manfrini a dicembre 2013, sembra che la Regione abbia detto che se a San Severo la cucina rispetta la normativa vigente, questa rimarrebbe nel nostro ospedale. Perché non si procede, sapendo anche che il costo giornaliero per degente aumenta se non c’è la cucina?"

"Tutte le riunioni sin qui tenute tra sindacati, autorità amministrative e direzione ASL non hanno portato ad alcuna conclusione utile sul futuro del nostro Ospedale. Non conosciamo, nemmeno dalle delibere ASL, cosa sarebbe, nello specifico, la "struttura polifunzionale" per la quale sono stati stanziati ben 5.5 milioni, mentre pare che essa determinerebbe proprio la scomparsa dell'area dell'attuale cucina e del precedente reparto pediatrico".

"La considerazione che facciamo è di triplice aspetto - continuano-. Il primo è la preoccupante politica di smantellamento della sanità pubblica e l'oggettivo reindirizzamento verso la sanità privata. Il DM 70 prevede che il nostro ospedale debba avere almeno 4 posti letto di Neurologia, e altri reparti, quindi la Regione deve ottemperare a fornire i mezzi e le risorse previste dal DM 70. Il secondo è la continua riduzione delle prestazioni sanitarie dei reparti e della funzionalità delle sale operatorie, con conseguente disagio ed esodo dei cittadini che necessitano di cure. Il terzo, ma non ultimo per ordine di importanza, è relativo alla paventata situazione occupazionale degli attuali addetti alla cucina. Tutte queste premesse ci costringono ad una posizione estremamente dura nei confronti del Governatore Emiliano e della sua Giunta, senza peraltro escludere l'Amministrazione Miglio, che, per ossequiosa condiscendenza verso il proprio nume tutelare, sta facendo poco o nulla per difendere le legittime esigenze dei cittadini e della nostra come delle altre Comunità viciniori".

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"Chiediamo a Emiliano di modificare le strategie fallimentari della "sua" sanità, di ripristinare TUTTE le condizioni affinché l'Ospedale di I livello di San Severo abbia la piena operatività in termini di servizi, di personale e di capacità assistenziale. Chiediamo al Direttore Generale ASL di ottemperare agli obblighi che a lui discendono in ordine all'organizzazione e alle prestazioni del nosocomio, con l'avvertenza che in mancanza potrebbero ravvisarsi i presupposti di una denuncia per interruzione di pubblico servizio. All'Amministrazione Miglio ironicamente staremmo per chiedere un altro finto sciopero della fame, stavolta a difesa della sanità cittadina! E pretendiamo la convocazione di un consiglio comunale monotematico con data da fissare secondo l’agenda di Emiliano, che deve essere presente per dare risposte ai cittadini sull’argomento". Preannunciano, infine, "che dell'intera situazione di degrado daremo mandato ai nostri Portavoce parlamentari e regionali di farsi carico in tutte le sedi competenti, ivi compreso il Ministero della Sanità".

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