Mercoledì, 22 Settembre 2021
Salute Ospedale - Parco San Felice / Viale Luigi Pinto

Oltre 1100 pazienti in due mesi nella struttura Obi del 'Riuniti': "Ora è vuota". L'allerta resta alta, l'area è pronta per essere riattivata

Durante il picco pandemico, marzo-maggio 2021, la struttura ha accolto con i suoi 20 posti letto attrezzati per assistenza sub-intensiva, 428 pazienti Covid; durante la fase discendente dei contagi, invece, è stata utilizzata per il ricovero transitorio di 735 pazienti con sintomatologia respiratoria

L'area Obi al 'Riuniti'

In queste settimane, complice il calo dei contagi, non accoglie pazienti ed è destinata ad altre esigenze ospedaliere. Ma la struttura campale sub-intensiva Obi, allestita in tutta fretta nel dicembre scorso, quando le terapie intensive scoppiavano a causa delle complicanze da Covid-19, resta interamente attrezzata ed è attivabile in qualunque momento.

Oltre 1100 i pazienti ricoverati e trattati nel periodo centrale - da marzo a maggio 2021 - di cui un terzo pazienti Covid, il restante soggetti con complicanze respiratori. “La struttura campale, la cui posizione la mette in stretta e costante comunicazione con il pronto soccorso, è stata di grande supporto durante l’emergenza pandemica e grazie alla sua versatilità è stata utilizzata, tenendo conto dell’indice dei contagi, sia per i pazienti affetti da Covid sia, in tempi diversi, per quelli non soggetti ad infezione, ma comunque affetti da patologie di carattere respiratorio”, spiegano dal Policlinico foggiano a FoggiaToday.

Durante il picco pandemico, infatti, la struttura ha accolto con i suoi 20 posti letto attrezzati per assistenza sub-intensiva, un totale di 428 pazienti Covid, mentre durante la fase discendente della curva dei contagi è stata utilizzata per il ricovero transitorio di 735 pazienti con sintomatologia respiratoria ma negativi al tampone nasofaringeo per Sars-CoV-2, ed in attesa del trasferimento verso i reparti di degenza.

“Da giorni essa non ospita alcun paziente in conseguenza dell’evidente riduzione di pazienti con sintomatologia sospetta Covid o positivi al tampone che necessitino di ospedalizzazione”, continuano dal ‘Riuniti’. “La struttura resta comunque interamente attrezzata e attivabile immediatamente e viene utilizzata all’occorrenza per l’effettuazione di consulenze specialistiche multidisciplinari per i pazienti di pronto soccorso”.

L'allerta, infatti, resta sempre alta. Ieri, dopo un mese di tregua, è tornato l'incubo in ospedale, per un paziente Covid intubato e trasferito in terapia intensiva. Proprio quando ci si apprestava a centrare l'obiettivo Covid-free, è tornato a salire il numero dei ricoveri al Riuniti (+11 ricoverati nell'ultima settimana).

Il modulo di terapia sub-intensiva, infatti, era stato attivato per mettere la struttura al riparto dalla terza ondata di Covid-19, ma è pronta ad essere attivata qualora le 'varianti' del virus dovessero causarne una quarta, nel prossimo autunno. 

La struttura, attrezzata con apparecchiature e dispositivi da terapia intensiva, monitor multidisciplinari, moderni sistemi di ventilazione invasiva, non invasiva e alti flussi, ospita 20 posti letto e insieme al modulo già esistente di 16 posti letto di sub-intensiva presenti al pronto soccorso e ai 10 posti letto di Rianimazione integrati, costituisce un’importante area di 46 posti di sub-intensiva.

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