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Sabato, 2 Luglio 2022
Salute

Covid, impatto del virus sull'infarto acuto del miocardo: registrati più casi

Due lavori scientifici condotti dal gruppo di studio della Centrale Operativa 118 di Foggia accettati dall'European Resuscitation Council

Due lavori scientifici condotti dal gruppo di studio della centrale operativa del 118 di Foggia diretto dal dott. Stefano Colelli, sono stati accettati dall’European Resuscitation Council e verranno presentati al congresso che si terrà ad Anversa in Belgio, il 16 e 17 giugno 2022. Grande soddisfazione al Policlinico Riuniti di Foggia alla notizia del riconoscimento internazionale del lavoro svolto dal gruppo di studio diretto da Colelli e formato da R. Castellano, F. Mansi, M. Paglialonga, S. Pasquariello, G. Spagnoletti e P. D’Angrosa, che ha discusso la relazione tra l’Infarto acuto del miocardio e il Covid.

Nel 2019 la centrale operativa 118 di Foggia ha ricevuto e gestito circa 143mila chiamate in emergenza e nel 2020 circa 187mila. Lo studio ha fatto emergere l’impatto che l’infezione del Covid-19 ha avuto sull’andamento in percentuale dell’infarto acuto del miocardio. Infatti, nonostante le chiamate per eventi cardiocircolatori siano state in numero inferiore nel periodo pandemico rispetto all’anno precedente, tuttavia gli Ima refertati nel 2020 sono risultati in numero maggiore rispetto al periodo pre-pandemia.

Inoltre, l’analisi ha valutato, non solo come la pandemia abbia influenzato l’evoluzione del tasso di infarto acuto del miocardio in Capitanata nel secondo semestre del 2020, ma anche che la sede cardiaca dell’Ima sia risultata essere quella inferiore, mentre in epoca pre-pandemica sia stata quella anteriore. 

L’ipotesi patogenetica più probabile è quella di un’eziologia infiammatoria del processo ischemico o di una miocardite acuta con localizzazione miocardica parcellare causata dal Covid-19.

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