Domenica, 14 Luglio 2024
Salute

Tagli a Foggia e in provincia, laboratori d'analisi 'declassati' a centri prelievi: "Pagheranno i cittadini"

Con l’applicazione della delibera, infatti, restano in piedi solo le unità dei presidi ospedalieri, con la sola eccezione di Lucera che è entrato a far parte del Policlinico Riuniti di Foggia. Gli altri laboratori di analisi, invece, saranno tutti riconvertiti in centro prelievi: per quelli di Torremaggiore e Foggia (ex Inam) il passaggio avverrà già a fine maggio, seguiti dai laboratori di San Marco, Vieste e Vico del Gargano per i quali la transizione si concretizzerà alla fine del mese prossimo

Risale a poco meno di sei anni fa la delibera numero 985 con la quale la Giunta Regionale approvò il modello di riorganizzazione dei laboratori di analisi della Regione Puglia. Il documento fu approvato in considerazione dell’accordo sancito sul documento ‘Criteri per la riorganizzazione delle reti di offerta di diagnostica di laboratorio’ durante la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, regione e province autonome di Trento e Bolzano nel marzo del 2011.

Il documento dettava alle Regioni indirizzi strategici in base ai quali i piani di riorganizzazione dovevano prevedere la creazione di Reti di laboratorio al cui interno concentrare l’attività analitica, il sostegno alla capillarizzazione dei punti prelievi, la definizione di una soglia minima di produzione da parte delle strutture, la definizione delle modalità di trasferimento dei campioni biologici e la definizione di modalità per l’esecuzione degli esami presso altre strutture. Nel processo di riorganizzazione, si prevedeva «un sistema di Laboratori pubblici integrato su scala provinciale, da realizzarsi mediante la costituzione di una rete integrata di punti di Laboratorio dell’Azienda Sanitaria che elimini duplicazioni di servizi ad alto investimento tecnologico. Nell’Azienda Sanitaria deve essere costruito un sistema di ‘Laboratorio di Rete’, fortemente integrato e flessibile dal punto di vista operativo, con una struttura centrale che funga da riferimento (Hub) e con nodi della Rete presso le altre strutture ospedaliere e presso i Centri prelievi territoriali».

L’applicazione del modello organizzativo prevedeva la divisione dei laboratori in hub (in grado di eseguire tutte le prestazioni di routine e di urgenza, concentrando tutti i settori specialistici della Asl di competenza), spoke di base (laboratori con servizio in rete di guardia h23, presenti negli ospedali di I livello, in grado di eseguire prestazioni di laboratorio di routine e urgenza dell’ospedale limitatamente agli esami di base e le prestazioni per i pazienti ambulatoriali limitatamente all’area geografica limitrofa) e spoke d’urgenza (presenti negli ospedali di base e in grado di assicurare esclusivamente gli esami di urgenza dell’ospedale di base).

Nel caso della provincia di Foggia, la rete si articolava in un laboratorio Hub con laboratorio di tossicologia presso il Policlinico di Foggia, un laboratorio Spoke di base presso gli ospedali di San Severo e Cerignola, Spoke di urgenza presso gli ospedali di Manfredonia e Lucera. La delibera non fu applicata, sia perché le Asl non lo ritennero necessario – anche tenendo conto delle esigenze territoriali – sia perché la situazione economica della sanità pugliese versava in condizioni meno critiche di quelle attuali.

A distanza di sei anni, con il disavanzo di 450 milioni cui far fronte, la delibera è stata rispolverata: “Sui direttori generali delle Asl pesa la responsabilità di ottemperare al taglio dei costi per diminuire la spesa. Così si è pensato di applicare la delibera del 2017”, commenta a FoggiaToday il consigliere regionale Napoleone Cera, che con una nota diramata alcuni giorni fa ha posto l’accento sulla questione: “La Asl ha messo il piede sull’acceleratore, dopo anni di inerzia sulla applicazione della delibera con cui si procede alla riorganizzazione dei laboratori di analisi pubblici. Per la Asl ldi Foggia il boccone sarà amarissimo”, ha dichiarato. 

Con l’applicazione della delibera, infatti, restano in piedi solo le unità dei presidi ospedalieri, con la sola eccezione di Lucera che è entrato a far parte del Policlinico Riuniti di Foggia. Gli altri laboratori di analisi, invece, saranno tutti riconvertiti in centro prelievi: per quelli di Torremaggiore e Foggia (ex Inam) il passaggio avverrà già a fine maggio, seguiti dai laboratori di San Marco, Vieste e Vico del Gargano per i quali la transizione si concretizzerà alla fine del mese prossimo.

La Asl avrebbe, infatti, già informato i referenti dei laboratori di analisi, tra cui i direttori dei presidi, annunciando l’applicazione prossima della delibera, nonché i sindacati per quel che concerne il conseguente dislocamento del personale. Tuttavia, al risparmio che la chiusura dei presidi gioco forza genererà, si affiancherà un incremento dei disagi per l’utenza: “Non essendoci stato alcun investimento per la creazione di un laboratorio unico di analisi, questa riorganizzazione produrrà solo problemi al cittadino, perché si allungherebbero i tempi di attesa per ricevere un referto. Non è stato creato un laboratorio in grado di sopperire alle 276mila prestazioni di Torremaggiore o alle 360mila di San Marco in Lamis”, fa presente Cera.

Secondo il consigliere regionale di opposizione, uno degli effetti collaterali sarà la corsa alle strutture private: “Se devo fare un esame urgente, mi rivolgo a una struttura privata anche a costo di sostenere spese ingenti”, spiega. Ma c’è dell’altro: a San Marco in Lamis, la riconversione del laboratorio in centro prelievi potrebbe anche determinare la chiusura del Punto di Primo Intervento (Ppi) dove sono state eseguite oltre 3mila prestazioni, in particolar modo per il trattamento di patologie importanti: “Se si chiude il laboratorio, il Ppi non ha più necessità di esistere. Per cui, se una persona ha un infarto deve recarsi direttamente a San Giovanni”. Intanto, alcuni consigli comunali sarebbero già in azione per chiedere alla Giunta Regionale una modifica della delibera: “Almeno per mantenere aperti i laboratori che garantiscono un determinato numero di prestazioni”.

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