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La seconda vita del Lastaria, risorto dopo il rischio chiusura: "Oggi è un valido aiuto a Foggia e alla comunità dauna"

Tutti i pazienti del Subappennino si rivolgono al Lastaria di Lucera. Diversi reparti sono stati ottimizzati e ampliati. Grazie alla associazione 'Io sto con il Lastaria", anche abbelliti. Sono stati donati infatti diversi frigoriferi, televisori e divanetti.

 

Quando quattro anni fa era stata decretata la chiusura dell'ospedale 'Francesco Lastaria' di Lucera, sembrava che non ci fosse alternativa alcuna alla sua fine. E invece l'accorpamento al Policlinico Riuniti di Foggia ha ridato linfa a uno dei presidi ospedalieri più importanti della Capitanata. Una sorta di seconda vita.

Diversi reparti sono stati ottimizzati e ampliati. Grazie alla associazione 'Io sto con il Lastaria", anche abbelliti. Sono stati donati infatti diversi frigoriferi, televisori e divanetti.

Tra i migliori reparti c'è quello diretto dal dott. Massimo Zanasi. In fase di ampliamento punta a raggiungere 50 posti letto, tra Geriatria, Medicina e Lungodegenza. E il reparto di Oncoematologia diretto dal dott. Giuseppe Bove che al momento è provvisto solo di posti per i day hospital ma che a breve sarà dotato di 10 posti letto per la degenza. 

"Tutti i pazienti dei Monti Dauni che prima afferivano al policlinico foggiano, oggi possono fare gli esami di laboratorio e le terapie direttamente al Lastaria", conclude il responsabile di Oncoematologia, dott. Maurizio Dibisceglia. 

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