Ordine delle professioni sanitarie a Foggia, si chiede più coinvolgimento degli iscritti

Antonio Alemanno, iscritto ed ex presidente Collegio professionale tecnici di radiologia della provincia di Foggia

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Quando si parla di tutela della salute pubblica, pochi pensano agli ordini professionali. Eppure questi enti sono stati voluti dalla Stato per proteggere i cittadini qualora incautamente si affidassero a mani non esperte perché prive della giusta formazione.

Un paio di anni fa è stato istituito a Foggia l’Ordine della Professioni sanitarie di cui fanno parte oltre 2 mila persone suddivise tra chi si occupa di riabilitazione, prevenzione e tecniche diagnostiche.

Purtroppo, l’ordine locale ha una caratteristica unica in Italia: è in esercizio provvisorio poiché gli iscritti hanno bocciato per due volte consecutive il bilancio previsionale. In pratica, l’Ente non può svolgere la sua funzione sociale perché non ha la fiducia dei professionisti che ne fanno parte.

Questa situazione ha avuto il pregio di mettere in luce a livello nazionale le criticità di tali enti pubblici ma, allo stesso tempo, ha aperto un proficuo dibattito che può rappresentare un’opportunità per il territorio. Non fosse altro per il bilancio dell’Ente: oltre 300 mila euro da spendere in progettualità per qualificare i professionisti ed informare i cittadini. In pratica, il patrimonio economico accantonato è frutto di una tassa obbligatoria che fisioterapisti, tecnici sanitari, educatori professionali, dietisti, etc… pagano ogni anno. Come spenderli? È questo il motivo del contendere tra chi amministra l’ente e i suoi iscritti.

C’è chi ritiene di dover limitare l’ammontare della tassa annua poiché è in cassa integrazione a causa del Covid o più semplicemente è un dipendente pubblico. Altri invece vorrebbero che somme simili fossero usate per far conoscere le professioni tra la popolazione.

Un cittadino informato è infatti un cittadino meno a rischio di scambiare un’estetista per un podologo, oppure un’assistente alla poltrona per un’igienista dentale. Ma anche far conoscere ai cittadini di cosa si occupa il terapista occupazionale o il tecnico di neurofisiopatologia. Il dibattito tra le parti infine si fa sempre più acceso in vista delle elezioni dei rappresentanti dell’Ordine, previste nei prossimi mesi.

Se si aprisse un vero periodo di confronto tra professionisti, probabilmente a Foggia si potrebbe sperimentare un’opportunità nuova mai vista altrove: invitare le parti sociali (associazioni di cittadini, imprese di servizi, libero-professionisti) a condividere insieme un obiettivo comune per la sanità del territorio.

Una sanità apolitica che non vive di slogan del momento ma realizzata con idee innovative, finanziamenti pubblici e partecipazione diffusa. Spero quindi che gli attuali rappresentanti accolgano questo invito e aprano un dibattito con gli iscritti che, in tempo di Covid, ha comunque trovato tante strade efficienti per manifestarsi

Antonio Alemanno – iscritto ed ex presidente Collegio professionale tecnici di radiologia della provincia di Foggia

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