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La brucellosi bovina allenta la presa ma non molla il Gargano: prorogate le misure di profilassi

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha firmato l’ordinanza che rinnova le prescrizioni sanitarie in sette comuni della provincia di Foggia. Ora c'è anche Lesina. Migliora la situazione a Monte Sant'Angelo, dove non saranno applicate le disposizioni

La brucellosi bovina e bufalina in  provincia di Foggia non è stata ancora debellata e il presidente della Regione Puglia, Michele Emilano, ha prorogato per un altro anno le misure straordinarie di profilassi.

Da una relazione datata 2 dicembre 2021 dell’Osservatorio epidemiologico veterinario della Regione Puglia si evince “un miglioramento netto” nel comune di Monte Sant’Angelo e “un interessamento epidemiologico” del comune di Lesina. In ragione di queste considerazioni, è stata modificata la lista dei comuni interessati rispetto all’ordinanza del presidente della Giunta regionale del 2018, prorogata da ultimo nel 2020 per 24 mesi: esce Monte, ed entra Lesina.

“Nonostante le misure attuate – si legge nell’ordinanza numero 5 del 13 gennaio scorso - la malattia, concentrata nell'area del Gargano, ha registrato solo una lieve riduzione dei livelli di incidenza e prevalenza nell'anno 2020 e 2021 in alcuni distretti della Asl di Foggia”. Pertanto, di concerto con l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata e il Dipartimento di Prevenzione della Asl di Foggia, si è ritenuto indispensabile il mantenimento delle misure già intraprese.

Le attività di controllo di polizia veterinaria e gli accertamenti negli allevamenti disposti dal nuovo provvedimento riguardano i comuni di Apricena, Cagnano Varano, Lesina, San Nicandro Garganico, San Marco in Lamis, Rignano Garganico e San Giovanni Rotondo. Squadre di quattro unità dell’Asl si occupano degli accertamenti diagnostici. In caso di mancato rispetto della periodicità dei controlli, viene emesso un provvedimento di sospensione della qualifica sanitaria dell’allevamento.

A differenza dell’originaria ordinanza, non è più contemplata la previsione dell’abbattimento dei vitelli nati da madri infette. Ai Comuni spetta il compito di disciplinare i pascoli demaniali e vietare l’utilizzo, per almeno 6 mesi, dei pascoli infetti e dell’abbeveraggio comune.

Le prime misure straordinarie di polizia veterinaria in provincia di Foggia disposte con ordinanza del presidente della Regione Puglia risalgono al 2014, dopo la visita ispettiva della Commissione Europea Food and Veterinary Office che aveva verificato la complessità della situazione sul Gargano e aveva fornito indicazioni su ulteriori misure da adottare per arginare la malattia.

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