Salute

"Quando ti diagnosticano un carcinoma....", paziente oncologica ringrazia i suoi "angeli senza ali": "Miracolo di efficienza e di amore"

In una lettera aperta, la testimonianza di una paziente che ringrazia gli "angeli senza ali" del Coro, "impagabili e commoventi". Dalla presa in carico, descrive tutte le fasi del percorso terapeutico all'interno del reparto, accompagnate da piccoli ma significativi gesti che contribuiscono ad alleviare le sofferenze di chi lotta per la vita

"Appena arrivi nel Centro Oncologico di San Severo, spaventata, disorientata e triste, vieni travolta da una accoglienza e da un affetto che sgretolano ogni pensiero negativo e ti fanno sentire costantemente al centro di attenzioni e delicatezze che sollevano e coinvolgono".

Maria Igea Cirillo Damone affida ad una lettera aperta la sua testimonianza di utente del Centro di Orientamento regionale Oncologico attivo presso l’Unità Operativa di Oncologia del presidio ospedaliero Teresa Masselli Mascia di San Severo, tassello della Rete oncologica pugliese.

Scrive al direttore generale dell'Asl di Foggia Vito Piazzolla, alla direttrice sanitaria dell'ospedale di San Severo, Antonietta Costantino, e al direttore del C.o.r.o. Massimo Lombardi per raccontare la sua esperienza e ringraziare l'equipe multidisciplinare che accompagna i pazienti in tutto il loro percorso di cura.

Per quanto schiva e riservata, desidera esprimere in questo modo la sua riconoscenza nei confronti di "persone fantastiche" e istituzioni sanitarie che hanno contribuito, dice oggi, a farle superare il momento probabilmente più buio della sua esistenza.

"Quando ti diagnosticano un carcinoma - scrive - ti accorgi che tutte le certezze e tutte le prospettive vengono messe in discussione e devi fare i conti con la probabilità stessa di proseguire quella magnifica esperienza che è la tua vita. In quegli attimi ti accorgi che la carità e la provvidenza ti mettono affianco angeli senza ali che ti custodiscono ed accompagnano in ogni tuo passo, silenziosi ed attenti, ma impagabili e commoventi". Definisce il centro "un riferimento prezioso per tutti i malati oncologici del territorio".  

"In questo percorso terribile e tribolato, cominciato a luglio 2020 ed ancora lungo e faticoso, in piena pandemia Covid19, che ha appesantito ulteriormente la difficoltà di lottare contro un male cattivo senza poter sentire l’abbraccio e la vicinanza non virtuale delle tante persone che mi vogliono bene, devo dire che la paura maggiore non era solo per l’intervento (rispetto al quale i medici ed i chirurghi sono sempre stati fiduciosi) e per la conseguente menomazione fisica, quanto per la temuta chemioterapia e per le devastanti conseguenze della stessa. Per una donna, infatti, affrontare un percorso oncologico che aggiunge alle conseguenze chirurgiche delle ripercussioni fisiche pesantissime che impongono sofferenze ed impediscono di svolgere il ruolo di madre, moglie, figlia, amica rischiano di compromettere l’equilibrio e mettere a repentaglio la tenacia con cui il cancro va affrontato".

Dalle sue parole, sono professionalità e umanità a contraddistinguere il personale del centro. "Non esagero quando definisco famiglia un reparto di oncologia che, nell’immaginario collettivo e nella mia stessa precedente visione, dovrebbe essere caratterizzato da dolore, sofferenza e sgomento. In questo reparto di oncologia, invece, è la vicinanza umana che si aggiunge e si fonde alla perizia di mani esperte ed alla sincronia di protocolli perfettamente coordinati".

Descrive tutto il percorso terapeutico, la presa in carico e le attenzioni ricevute in ogni fase. "Dal triage, alla visita oncologica propedeutica alla terapia, dal tragitto verso la sala della terapia a tutta la durata del ciclo, ci sono piccoli ma significativi gesti e sorrisi che contribuiscono a darti forza: il caffè, lo spuntino, lo spirito di complicità costellano le giornate al C.o.r.o. di San Severo che diventa non un appuntamento di doloroso calvario, ma un passo che fa parte di un percorso virtuoso durante il quale lotti e combatti per dare una speranza alla tua vita. Questo miracolo di efficienza e di amore ha dei volti, delle anime e dei nomi che voglio pubblicamente ringraziare".

Rivolge una dedica speciale al dottor Massimo Lombardi, "che con la sua riconosciuta competenza e la sua universalmente nota bontà dirige un 'coro' che davvero valorizza ogni componente in una perfetta sinfonia di voci, competenze e qualità". E ringrazia uno per uno la dottoressa Lucia Moraca e la dottoressa Nunzia Rizzi, lo staff degli infermieri composto da Soccorsa Carafa, Germana Circella, Rachele Cristofaro ed Anna Merlino, gli Oss Jacopo Accarrino e Paola Contessa e gli ausiliari Angela Ricco ed Antonio Vairo.

"È grazie a loro - conclude nella sua missiva Maria Igea Cirillo Damone - che posso affermare che il dottor Massimo Lombardi aveva ragione quando, incontrandomi per la prima volta e stringendomi forte le mani tra le sue, mi ha detto: Maria, stai tranquilla, vedrai che trasformeremo le tue lacrime in fiori".

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