Smar Manfredonia, arriva il commissario Marco Preverin. De Leonardis: "Si scorge una pianificazione gestionale"

Il consigliere regionale aveva presentato una interrogazione regionale in merito alla struttura residenziale. "Le criticità sono tante e tutt’altro che superate, ma almeno il servizio alla comunità continua ad essere garantito"

Immagine di repertorio

L’interrogazione del consigliere regionale Giannicola De Leonardis, presentata il 4 aprile scorso, in merito alla situazione delll’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona  S. M. A. R. di Manfredonia ha finalmente acceso i riflettori sulla struttura, in stato ormai di abbandono e con gli ospiti che avevano ricevuto l’allarmante comunicazione di andare via.

Si tratta di un’importante struttura sociale residenziale a prevalente accoglienza alberghiera, destinata a ospitare, temporaneamente o permanentemente, anziani autosufficienti e non, che versava in una situazione drammatica. "Il 22 maggio si è insediato il nuovo commissario Marco Preverin, che oggi ha illustrato in Commissione Sanità e Welfare, nel corso di un’audizione ancora da me richiesta, l’attuale stato dell’Asp, che presenta un grave dissesto finanziario, ancora in fase di accertamento, con l’ultimo stipendio ai dipendenti pagato nel giugno 2018, ma con il provvedimento di allontanamento dei 30 ospiti revocato, e il servizio di assistenza prorogato per tre mesi a una cooperativa", spiega De Leonardis.

"Per quanto riguarda i 6 dipendenti, 2 stanno per andare in pensione e per gli altri è stato avviato un confronto con l’Asl Foggia per una loro ricollocazione. Ancora, era stato accordato in passato un finanziamento di 1 milione 750mila euro per la costruzione di un Centro polivalente, e la fase di gara in corso è gestita dalla provincia di Foggia. E si intende valorizzare un’ulteriore struttura in condizioni edilizie precarie ma di notevole interesse turistico, Villa Rosa, ma è aperto un contenzioso legale perché era stata donata all’Asp per garantire assistenza agli anziani, e l’uso improprio ha indotto gli eredi a chiedere la revoca della donazione. Le criticità sono tante e tutt’altro che superate", conclude De Leonardis, "ma almeno il servizio alla comunità e agli ospiti continua ad essere garantito, e si inizia a scorgere una pianificazione gestionale all’altezza. L’auspicio è che si sia voltato finalmente pagina, e che gli impegni assunti vengano mantenuti”.

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