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Giovedì, 30 Giugno 2022
Salute

Eseguito intervento di angioplastica coronarica con un 'cuore artificiale': è la prima volta al Riuniti

L’intervento è stato effettuato dall’équipe di Emodinamica Interventistica della Cardiologia Universitaria del Policlinico di Foggia presso le nuove sale operatorie del Dipartimento di Emergenza Urgenza

Per la prima volta a Foggia, presso la Struttura complessa di Cardiologia universitaria del Policlinico Riuniti, diretta dal prof. Natale Daniele Brunetti, è stato effettuato un intervento di angioplastica coronarica con il supporto di un dispositivo di assistenza ventricolare cardiaca trans-catetere. Un piccolo ‘cuore artificiale’, una mini turbina posizionata mediante un catetere all’interno delle camere cardiache, ha consentito di effettuare in sicurezza un intervento coronarico in un paziente inoperabile mediante intervento cardiochirurgico tradizionale perché già sottoposto a by-pass e ad altissimo rischio di complicanze peri-operatorie.

L’intervento è stato effettuato dall’équipe di Emodinamica Interventistica della Cardiologia Universitaria del Policlinico di Foggia presso le nuove sale operatorie del dipartimento di Emergenza Urgenza Deu.

“Il ‘cuore artificiale’ a turbina – spiega il dott. Andrea Cuculo, responsabile dell’Emodinamica Interventistica del Policlinico - consente di ottenere le stesse condizioni di portata cardiaca di altri dispositivi quali il contropulsatore o l’Ecmo, ma con una maggiore semplicità di posizionamento e minore disagio per il paziente. Nel caso trattato oggi era necessario garantire un supporto emodinamico adeguato alle necessità di un intervento coronarico estremamente complesso e rischioso anche in caso di possibili complicanze emodinamiche transitorie o aritmie gravi durante angioplastica”. 

“Contiamo di utilizzare questa specie di ‘cuore artificiale in punta di catetere’, che oggi ci ha consentito di eseguire in sicurezza un’angioplastica estremamente complessa e rischiosa, anche in pazienti affetti da gravi insufficienze cardiache e shock cardiogeno”, dichiara il prof. Natale Daniele Brunetti. “Il dispositivo consente di garantire una elevata portata cardiaca anche in pazienti in gravi condizioni di shock cardiogeno con un semplice accesso percutaneo e in tempi estremamente rapidi”.

“L’introduzione di questa tecnologia - conclude il commissario straordinario Giuseppe Pasqualone - si inserisce in un programma più ampio di innovazione e di completamento dell’offerta interventistica cardiologica avanzata da parte del Policlinico Riuniti di Foggia, che si completerà, in collaborazione con la Cardiochirurgia, con la possibilità di supporto emodinamico mediante circolazione extracorporea Ecmo”.

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