Mercoledì, 23 Giugno 2021
Salute

Ecco l'eparina per combattere il Coronavirus: al via la sperimentazione in 14 centri, anche su pazienti di Casa Sollievo

L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha autorizzato l'avvio dello studio multicentrico "Inhixacovid19", che prevede l'impiego del "biosimilare di enoxaparina sodica (Inhixa*)" nel trattamento dei pazienti con un quadro clinico moderato o severo

Eparina, foto da Ansa

C'è anche Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo tra i 14 centri interessati da uno studio sull'eparina a basso peso molecolare contro Covid-19, che coinvolgerà trecento pazienti. L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha autorizzato l'avvio dello studio multicentrico "Inhixacovid19", che prevede l'impiego del "biosimilare di enoxaparina sodica (Inhixa*)" nel trattamento dei pazienti con un quadro clinico moderato o severo. 

Lo studio dovrà valutare gli effetti della somministrazione di dosi medio-alte di eparina per curare gli eventi trombo-embolici in atto in alcuni pazienti colpiti da Covid-19. 

Premesso che al momento non ci sono terapie di provata efficacia contro il Covid-19 e che l'unica cura è il vaccino (e ci vorranno ancora molti mesi per averne a disposizione uno), la sperimentazione sull'eparina (così come le altre in fase di studio) valuterà la sicurezza e l'efficacia dell'anticoagulante, somministrato a diversi dosaggi, nel migliorare il decorso della malattia. Ai 14 centri italiani coinvolti nello studio "il farmaco sarà fornito gratuitamente dall'azienda Techdow Pharma, filiale italiana della Shenzen Hepalink Pharmaceutical Group".

L'enoxaparina sodica che verrà esaminata è un'eparina a basso peso molecolare con un'elevata azione antitrombotica che ne fa, ad oggi, uno degli anticoagulanti più utilizzati per la prevenzione e la terapia delle tromboembolie venose (Tev) e arteriose nei soggetti sottoposti a intervento chirurgico o allettati. Tutti i 300 pazienti ammessi alla sperimentazione riceveranno enoxaparina biosimilare per via sottocutanea (Inhixa*) in mono-somministrazione giornaliera: un gruppo di 200 pazienti con dose di profilassi pari a 4.000 U.I. e un gruppo di 100 con dosi terapeutiche intermedie di 6.000, 8.000 o 10.000 U.I., in base alla massa corporea. Lo studio sarà coordinato da Pierluigi Viale, ordinario di Malattie Infettive dell'Università di Bologna e direttore dell'Unità Operativa Malattie Infettive del Policlinico Sant'Orsola-Malpighi. Il protocollo della sperimentazione è stato presentato all'Aifa da un gruppo di lavoro composto anche da Benilde Cosmi, Maddalena Giannella, Maria Carla Re, Filippo Drago, Andrea Stella e Li Li.

Secondo gli studi al momento disponibili, le alterazioni della coagulazione e le complicazioni trombotiche nei pazienti Covid-19 "hanno un ruolo significativo in termini di incidenza e di rilevanza clinica, rappresentando una delle più importanti variabili associate a mortalità". Non a caso, già lo scorso gennaio, l'Organizzazione mondiale della sanità ha raccomandato di prevenire il tromboembolismo venoso nei soggetti infetti da Sars-CoV-2 ricorrendo alla somministrazione sottocute di eparina, preferibilmente a basso peso molecolare.

L'insorgenza di eventi trombotici nei pazienti Covid-19 anche in corso di profilassi alla dose standard "dimostra tuttavia come tale dosaggio non metta sempre al riparo dalle complicanze. Alla luce delle evidenze scientifiche raccolte finora e dei risultati incoraggianti che provengono dagli studi svolti in Cina, sia in vitro sia sui pazienti, è nata l'idea di promuovere una sperimentazione anche in Italia impiegando, a scopo terapeutico, un dosaggio medio-alto del farmaco", si legge in una nota. I dati che giungono dall'Oriente suggeriscono un ruolo di Inhixa* nel limitare l'azione patogena del virus: secondo questi primi e parziali studi, l'anticoagulante attrae il virus che si attacca alla molecola del farmaco: il virus viene così 'ingannato' e, anziché aggredire le cellule sane, aggredisce l'eparina. Ma andrà fatta una valutazione accurata ed è proprio questo che la sperimentazione approvata dall'Aifa si appresta a fare. 

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