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A 'Casa Sollievo' le neo-mamme donano il latte per i bimbi prematuri: "E' un dono, e non bisogna sprecarlo"

Nell'ospedale voluto da San Pio, i primi 10 anni della 'Banca del latte umano donato'. Quitadamo: "E' un sistema virtuoso per la raccolta del surplus di latte materno". Mamme generose e sensibili: "Donazioni mai interrotte, anche durante il lockdown"

Annamaria, mamma e infermiera, è una delle tante donatrici che alimentano la 'Banca del latte umano donato' attiva da 10 anni a 'Casa Sollievo della Sofferenza'. Si tratta di un sistema di raccolta per garantire il prezioso 'nettare' (e con esso tutti i benefici che comporta) ai neonati prematuri che - per vari motivi - non hanno a disposizione il latte della propria mamma. 

"La banca del latte è un sistema virtuoso finalizzato alla raccolta del surplus del latte materno", spiega Pasqua Quitadamo, neonatologa di Casa Sollievo. "Possono donare tutte le neo-mamme entro i primi 6 mesi, dopo essere state sottoposte ad una accurata anamnesi". 

Il 10° anno della speciale 'banca' è coinciso con un anno difficilissimo, nel quale la scure del Covid-19 ha impattato negativamente sulle donazioni. Questo è accaduto in tutto il mondo, ma non a Casa Sollievo: "Noi rappresentiamo l'esempio positivo", continua Quitadamo. "La donazione durante il periodo del lockdown è stata davvero importante, con un bilancio superiore allo stesso periodo degli anni precedenti. E tutto questo grazie alla generosità delle donatrici". 

Nel periodo febbraio-maggio, infatti, quello delle misure restrittive più forti, 15 donne hanno donato 91,25 litri di latte. Ovvero oltre 30 litri in più dell'anno precedente, quando - nello stesso periodo di riferimento - 12 madri raccolsero e donarono 58,7 litri. "Mi sono sentita onorata", spiega Annamaria, che ha conosciuto questa opportunità in ospedale. "Donare è di per sè un dono, e non bisogna mai sprecarlo", conclude | IL VIDEO

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