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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Salute

Depressione perinatale in Puglia: il 45% delle mamme risulta a rischio già prima del parto

I risultati di un importante progetto, svolto negli ultimi 18 mesi svolto presso i reparti di Ostetricia e Ginecologia del Policlinico Riuniti di Foggia, dell’ospedale Di Venere di Bari e dell’Ospedale Vito Fazzi di Lecce e presso i consultori familiari delle Asl di Foggia, Bari e Lecce

‘La depressione perinatale’ è stato il tema del convegno tenutosi presso la Regione Puglia, sostenuto dal Dipartimento di Promozione della Salute, del Benessere e dello Sport per tutti, con l’obiettivo di presentare i risultati delle attività realizzate durante il progetto regionale ‘Misure afferenti alla prevenzione, alla diagnosi, cura e assistenza della sindrome depressiva perinatale’, svolto nel corso degli ultimi 18 mesi presso i reparti di Ostetricia e Ginecologia del Policlinico Riuniti di Foggia, dell’Ospedale Di Venere di Bari e dell’Ospedale Vito Fazzi di Lecce e presso i consultori familiari delle Asl di Foggia, Bari e Lecce.

Il progetto è coordinato dal prof. Antonello Bellomo, direttore della Struttura complessa di Psichiatria universitaria del Policlinico Riuniti di Foggia e professore ordinario di Psichiatria dell’Universita? di Foggia, con il prof. Luigi Nappi direttore dell’UOC di Ginecologia e ostetricia universitaria e direttore del Dipartimento Donna e Bambino del Policlinico Riuniti di Foggia, il prof. Mario Vicino direttore UOC Ginecologia e ostetricia dell’Ospedale di Venere di Bari, il dott. Luigi Palma, dirigente psicologo responsabile della Psicologia ospedaliera dell’ospedale Vito Fazzi Lecce e il dott. Antonio Perrone, direttore dell’UOC di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce.

Il progetto è finalizzato a sensibilizzare, nell’ambito del percorso nascita, la donna e i suoi familiari. Sebbene nell’immaginario collettivo la gravidanza e la maternita? siano associate ad un periodo felice e solo ad emozioni positive, in realta? numerose sono le complicanze psichiche che possono sopraggiungere nel periodo perinatale, che si estende dalla gravidanza fino al 1° anno post partum, tanto che oggi si preferisce parlare di depressione nel peri partum piuttosto che nel post partum. Numerosi studi dimostrano come tale condizione materna si rifletta in scarse attenzioni alla gravidanza e alla salute del feto (nascita pretermine, basso peso alla nascita, complicanze mediche), oltre che in effetti sull’attaccamento madre-bambino, in possibili ritardi cognitivi del bambino, in alterazioni della regolazione emotiva, nel ritardo nell’apprendimento scolastico e nel rischio di depressione in adolescenza.

La rilevazione di tali importanti problematiche ?è resa difficile in ragione del fatto che le madri spesso fatichino a chiedere aiuto, non riconoscendo il disturbo come una patologia ma vivendolo con di sensi di colpa e inadeguatezza. E’ pertanto estremamente importante intervenire precocemente per tutelare la salute di madre e bambino.

Durante l’evento, le psicologhe che si sono occupate dell’implementazione del progetto, la dott.ssa Melania Severo, la dott.ssa Elisa Giannaccari, la dott.ssa Alessia Marconcini hanno presentato i risultati emersi dall’attività di ricerca, rispettivamente di Foggia, Lecce e Bari. Avvalorando le evidenze scientifiche della letteratura internazionale, circa il 9% delle 1600 partorienti coinvolte, manifestava sintomi depressivi subito dopo il parto. Il 45% di esse, risultava a rischio già prima del parto. Il 31% di esse ha accettato di intraprendere un percorso di sostegno psicologico. Il 76% di esse ha infine registrato remissione sintomatologica.

Nel corso delle tavola rotonda sugli incontri di accompagnamento alla nascita come primo step di intercettazione del disagio psichico in gravidanza, moderata dal dott. Giuseppe Maruotti, dirigente medico UOC Ostetricia e Ginecologia Universitaria, si è evidenziato quanto la presenza di uno psicologo in reparto abbia positivamente inciso su outcome importanti quali la diminuzione del numero di cesarei nelle primipare che hanno accettato di partecipare allo screening, sugli altri eventi avversi alla gravidanza e sulle pazienti ginecologiche che devono affrontare diagnosi oncologiche e interventi demolitivi.

Altre riflessioni sono  emerse dalla prof.ssa Annamaria Petito, Associata di Psicologia Clinica Universita? di Foggia e  dirigente Psicologa-Psicoterapeuta della Struttura Complessa di Psichiatria Universitaria del Policlinico Riuniti di Foggia, che per l’occasione del progetto ha attivato presso il Policlinico Riuniti un ambulatorio specialistico dedicato alle donne affette da sintomatologia depressiva perinatale.

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