Hiv e Aids: 4,1 casi per 100mila abitanti in Puglia, in lieve risalita rispetto al 2016. Scatta il piano di prevenzione

E a seguito delle dimissioni Giancarlo Ruscitti, direttore del Dipartimento regionale Politiche per la salute, è stato nominato ad interim il dott. Lino Albanese

Immagine di repertorio

Regolamento regionale su Pet therapy e Piano Nazionale di interventi contro l’HIV e AIDS sono le due delibere approvate oggi dalla Giunta della Regione Puglia che - prendendo atto delle dimissioni del dott. Giancarlo Ruscitti, direttore del Dipartimento regionale Politiche per la salute,  ha nominato ad interim il dott. Lino Albanese. Contestualmente, sono state avviate le procedure per la pubblicazione del bando per l’individuazione del nuovo direttore del dipartimento salute.

La prima delibera approvata è quella relativa alla Pet Therapy: la Giunta regionale ha approvato il Regolamento regionale  di attuazione della legge regionale n.24 del 18 ottobre 2016 - Interventi assistiti con gli animali. 10 articoli per definire i requisiti dei soggetti, persone fisiche o giuridiche che possono esercitare le attività di operatore per gli interventi assistiti con gli animali, le procedure per la formazione e l’aggiornamento professionale degli operatori, i requisiti strutturali e organizzativi delle strutture e le modalità operative per lo svolgimento delle attività personalizzate e le specie animali ammesse ai programmi di lavoro con i criteri e le modalità di formazione e educazione degli stessi.

Gli animali impiegati negli interventi assistiti appartengono a specie domestiche in grado di instaurare relazioni sociali con l'uomo. Le specie maggiormente impiegate sono il cane, il cavallo, l'asino, il gatto ed il coniglio. L’idoneità di specie e del singolo animale, ai fini dell’Intervento, viene valutata dal Veterinario dell’équipe. Non è consentito l’impiego di animali che abbiano un’anamnesi di abbandono e/o maltrattamento recenti, ivi compresi quelli ospitati nei canili e nei rifugi, a meno che non seguano un percorso di rieducazione e socializzazione Gli animali coinvolti devono essere adulti e le femmine non possono essere impiegate durante la fase estrale, la lattazione o lo stato di gravidanza avanzata.

Le associazioni che operano sul territorio in questo ambito, pur consapevoli della natura extra LEA delle prestazioni che quindi non possono essere poste a carico del Fondo Sanitario Regionale, hanno fortemente voluto che la Regione adottasse questa disciplina regolamentare. Tra l’altro la natura degli Interventi assistiti con gli animali richiede un approccio multidisciplinare che investe i settori della formazione professionale, della riabilitazione oltre che delle competenze specifiche della medicina veterinaria.

Ancora, la Giunta regionale ha recepito l’Accordo “Piano Nazionale di Interventi contro l’HIV e AIDS (PNAIDS)” e ha costituito, per dare attuazione al Piano, la Commissione regionale per gli interventi contro l’HIV e AIDS che sarà composta da dirigente della Sezione “Strategie e Governo dell’Offerta” o suo delegato con funzioni di coordinamento; dirigente della Sezione “Promozione della Salute e del benessere” o suo delegato; dirigente della Sezione “Risorse strumentali e tecnologiche” o suo delegato; referente Osservatorio Epidemiologico Regionale (OER).

A queste figure si aggiungono un delegato regionale della Società Italiana di Malattie Infettive; direttori delle Unità Operative di Malattie Infettive; un rappresentante per Associazione dei pazienti o di altri soggetti coinvolti all’attività in questione. La Commissione potrà avvalersi poi anche di altri esperti rispetto alle tematiche che saranno oggetto di discussione e la partecipazione è a titolo gratuito. L’epidemia da HIV oggi mostra uno scenario caratterizzato da profonde mutazioni rispetto ai primi anni ’80, sia in termini epidemiologici, sia in termini di realtà socio-assistenziale e di prevenzione.

In Puglia nel 2017, il tasso di incidenza nei residenti è risultato di 4,1 casi per 100.000 abitanti, in lieve risalita rispetto al 2016 (3,6/100.000). Nei residenti italiani, la maggior parte delle infezioni è attribuibile a rapporti sessuali non protetti e il maggior numero di nuove diagnosi è in maschi che hanno rapporti sessuali con maschi. Una diagnosi tardiva aumenta il rischio per il soggetto di arrivare alla fase conclamata della malattia (AIDS) e riduce la probabilità di un pieno recupero immunologico a seguito di trattamento farmacologico.

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È scientificamente provato che la terapia antiretrovirale (ART) agisce sia a livello terapeutico che preventivo: il trattamento ART, se assunto correttamente, riduce la carica virale e quindi la contagiosità del soggetto infetto, limitando la diffusione del virus. È dunque necessario implementare interventi di prevenzione primaria efficaci nel prevenire le nuove infezioni da HIV. Il Piano prevede espressamente l’impegno delle Regioni per l’attuazione di progetti di prevenzione, per facilitare l’accesso al test, garantire a tutti l’accesso alle cure, favorire la retention in care dei pazienti in carico, migliorare lo stato di salute e di benessere e tutelare i diritti sociali e lavorativi delle persone che vivono con HIV/AIDS (PLWHA), promuovere la lotta allo stigma, promuovere l’empowerment e il coinvolgimento attivo delle popolazioni chiave.

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