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Covid, il sottosegretario alla Salute Zampa: “Vaccinazione? Non so quando ma per Arcuri tutto è pronto”

Il sottosegretario alla Salute parla a InBlu Radio: “Davanti abbiamo mesi difficili che richiederanno massimo rigore. Le persone stiano lontane fisicamente, si vedano il giorno di Natale su Skype. Allenteremo le misure sotto i 10 mila contagi al giorno e così potrà riaprire anche la scuola”

“Non so in quale data Arcuri può immaginare di cominciare la distribuzione del vaccino che è particolarmente delicato perché ha un problema di conservazione a -70-80 gradi” ma “Arcuri ci ha confermato più volte che tutto è pronto”.

Lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa, in un'intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei sottolineando che “dentro al governo è normale ci siano punti di vista differenti. Abbiamo qualche mese molto difficile davanti a noi che richiederà il massimo rigore”.

Zampa ha aggiunto che “la curva è scesa molto meno di quanto avessimo pianificato e di quanto necessario. Questo significa che siamo lontano dai numeri rassicuranti per la riapertura delle attività. La progressione dei contagi va a una velocità supersonica. Avevamo immaginato di riuscire a scendere sotto i 10 mila contagi ma non si sta assolutamente scendendo sotto questa quota. Sappiamo che il punto che permette un allentamento delle misure ma soprattutto la ripresa di attività importanti come ad esempio la riapertura delle scuole deve vedere scendere il numero dei contagiati in maniera decisa cioè sotto i 10 mila casi di contagio al giorno. Immaginiamo che sia necessario correggere tutto questo esattamente come hanno fatto la Germania e l’Inghilterra”.

Ha proseguito il sottosegretario: “Dobbiamo dire alle persone con il senso di solidarietà e di affetto: ‘Mettetevi in sicurezza, resistete, stringete i denti’. È più importante sapere che i nostri parenti e amici siano in sicurezza. Vedetevi su Skype il giorno di Natale e resistete stando lontano fisicamente”.

Zampa a InBlu Radio: “La scuola non è pericolosa ma è nel numero di contatti che mette in movimento che diventa un moltiplicatore significativo. Se noi però abbassiamo quei numeri la scuola come avevamo previsto si riapre. Questa è la priorità delle priorità”.

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