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Domenica, 22 Maggio 2022
Salute

Covid, incidenza in aumento ma si svuotano i reparti: l'effetto Pasqua non preoccupa

Negli ultimi sette giorni l’incidenza è cresciuta del 16,1%, ma si svuotano sempre di più i reparti Covid. Rispetto allo scorso anno, in terapia intensiva i posti letto sono diminuiti dell'87,5%

I prossimi giorni diranno se è in atto una nuova mini-ondata o più probabilmente l’ultima spallata del virus prima dell’avvento dei mesi più caldi. Va però registrata una lieve crescita dei casi in Puglia, ormai costante da una settimana. L’aumento delle nuove positività è collegato senza dubbio all’aumento di tamponi, ma si può spiegare anche come l’effetto delle festività pasquali, durante le quali gli incontri e i momenti di convivialità si sono logicamente moltiplicati. Nello specifico, l’incidenza (che con la più infettiva Omicron ha raggiunto numeri imparagonabili alle precedenti varianti, ndr) si sta nuovamente avvicinando ai 1000 casi per 100mila abitanti. Negli ultimi sette giorni l’incidenza è passata da 794,2 a 922,5 casi per 100mila abitanti, con un incremento del 16,1%.

In tutte le province i casi sono in crescita, seppur con una distribuzione differente. Foggia si conferma la seconda provincia con l’incidenza più bassa (758,9) dietro la Bat (573,6). Resta Bari quella con il dato più alto, nonché l’unica a far registrare oltre 1000 casi per 100mila abitanti. Tuttavia, il nuovo innalzamento della curva non sembra preoccupare, sia perché di lieve entità, sia per il contestuale calo dei ricoverati. Secondo il bollettino diramato oggi, in Puglia sono 29 i positivi che lottano in terapia intensiva (5,5%), a fronte delle 580 persone presenti nei reparti ordinari. Numeri ormai standardizzati, che – al netto di qualche rimbalzo – sono in progressivo calo. Dall’inizio del mese di aprile a oggi, le presenze nei reparti covid si sono ridotte di oltre 100 unità (dai 717 del 1° aprile ai 609 di oggi).

Lo svuotamento dei reparti è confermato anche dai dati forniti dal Policlinico Riuniti dove, nel giro di due settimane, i pazienti ricoverati sono scesi dai 106 dello scorso 7 aprile ai 71 di giovedì scorso. Il dato si fa ancora meno preoccupante se rapportato ai ricoveri nello stesso periodo dello scorso anno. Seppur in calo rispetto ai giorni precedenti, il 26 aprile dello scorso anno in Puglia i posti letto occupati erano 1955, ovvero il 70,3% in più rispetto a quelli attuali. Ancora più ampio il divario dei dati relativi alle terapie intensive: lo scorso anno erano 232 i positivi in rianimazione, ovvero l’87,5% in più rispetto a oggi.

Il gap si corrobora considerando che proprio il 26 aprile di un anno fa, la Puglia abbandonava – dopo un mese – la zona rossa, passando in arancione. Per non parlare delle molteplici restrizioni allora in vigore e delle tante attività ancora chiuse (dalle palestre ai ristoranti, per citarne due). Insomma, il virus galoppava malgrado le restrizioni e i minori contatti, ma soprattutto mieteva più vittime e ricoverati. L’ennesima dimostrazione, semmai se ne sentisse ancora il bisogno, dell’efficacia dei vaccini, soprattutto nel fronteggiare la malattia nelle forme più gravi.

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