Nei piccoli comuni dei Monti Dauni screening fai da te: "Proviamo ad anticipare le mosse del virus"

I sindaci si attrezzano per monitorare la popolazione. Test rapidi a Pietramontecorvino, Castelnuovo della Daunia e Candela. Già tanti i cittadini che si erano rivolti, in autonomia, ai laboratori privati

I piccoli comuni dei Monti Dauni, alla spicciolata, si attrezzano per avviare, in autonomia, uno screening di massa sulla popolazione. Nei giorni scorsi, i cittadini di alcuni borghi avevano iniziato a sottoporsi volontariamente ai test rapidi. I sindaci si sono attivati per provare ad allargare lo spettro dell'indagine.

Succede a Pietramontecorvino, Covid free fino a una settimana fa. Dopo i primi casi acclarati, in tanti si sono rivolti ai laboratori privati. "Credo che, ad oggi, almeno 300 persone abbiano fatto il test", stima il sindaco Raimondo Giallella. È lui a spiegare il fenomeno. "Non la chiamerei corsa ai tamponi rapidi. Hanno preso coscienza che il virus si è diffuso e magari sono state in contatto con più soggetti"

L'amministrazione ha disposto, innanzitutto, i test per i dipendenti comunali per non correre il rischio di chiudere il Comune, primo presidio sul territorio. Al momento il personale è in smart working e c'è solo un dipendente in ogni ufficio. Tra qualche giorno, partirà lo uno screening su parte della popolazione. Saranno coinvolti soprattutto coloro che quotidianamente sono a contatto con il pubblico: si parte dai farmacisti, medici, dipendenti della banca, delle poste, commercianti e artigiani. Sarà il Comune a pagare il tampone: "Abbiamo dei fondi liberi che ci sono stati donati da una società per fronteggiare l'emergenza Covid", spiega il sindaco. Stamattina la Giunta ha approvato un atto di indirizzo che incarica il responsabile della protezione civile di individuare in un raggio molto stretto i laboratori, presumibilmente a Lucera. Il sindaco vuole fotografare lo stato di salute della sua comunità in un borgo di poco più di 2600 abitanti. "Proviamo ad anticipare le mosse del virus e a tranquillizzare la gente. Non possiamo pensare che arrivi lo tsunami e fermarlo con le mani, però se possiamo evitarlo proviamo a salvarci". Il Comune non vuole farsi trovare impreparato di fronte a uno scenario più complesso, specie col sentore che il virus si stia diffondendo in maniera indiscriminata. Così i sindaci provano a tenere sotto controllo la situazione e monitorarla. "Anche perché il bollettino non rappresenta la realtà che è dieci volta quella che riporta - afferma il sindaco Giallella - La Asl arriva purtroppo con 48 ore, anche 72 ore di ritardo".

Sulla scorta dell'esperienza fin qui maturata, non ha motivo di dubitare dell'efficacia dei test antigenici. "Tutti i tamponi rapidi effettuati finora a Pietramontecorvino risultati positivi sono stati confermati poi dalla Asl". Proprio in queste ore il sindaco ha scelto di disporre ulteriori misure restrittive: chiuderà la scuola dell'infanzia ("Abbiamo motivo di credere che ci sia qualche caso che debba essere indagato" ) e, come capitato altrove, è intervenuto con maggiore incisività per chiudere i circoli privati, perché nei piccoli borghi certe abitudini sono più difficili da abbandonare. E così i sindaci sono costretti a indicare nelle ordinanze che è vietato anche il gioco delle carte.

Il Comune di Candela, grazie alla collaborazione dei Lions Club Monti Dauni, organizza una giornata di prevenzione sabato 7 novembre, dalle 9 alle 13. Nella palestra comunale in viale XXIV Maggio tutti i cittadini, su base volontaria e su prenotazione, potranno effettuare il test rapido, eseguito da personale medico specializzato. Sarà gratuito per gli over 65, per i disabili e per i ragazzi dai 6 ai 17 anni, mentre per i cittadini di età compresa tra i 18 e i 65 anni il costo è di 6 euro. Crede nell'utilità dei test rapidi, anche per individuare possibili focolai, il sindaco Nicola Gatta: "Non hanno l'attendibilità del tampone, però forniscono delle indicazioni. Considerato il 'giustificato' ritardo della Asl si potrebbe anche pensare di coinvolgere qualche laboratorio privato per il sierologico che ha una maggiore affidabilità rispetto ai test rapidi. Sarebbe auspicabile, e questo lo dico in qualità di presidente della Provincia, che i laboratori privati facessero quanto prima il tampone in maniera tale da sollevare da questi ritardi 'giustificati' la Asl". Proprio oggi, due ragazzi che hanno effettuato il test rapido sono risultati positivi. Il presidente Gatta auspica che in virtù di una convenzione i laboratori privati forniscano al più presto gratuitamente il servizio, per evitare che alcuni cittadini paghino i ritardi nell'attività di contact tracing. "Capiamo che i contagi sono tanti e la Asl non riesce ad assolvere in pieno la domanda. Ma stiamo rilevando che alcuni cittadini attendono 14-15 giorni per effettuare il tampone"

Il sindaco di Biccari, Gianfilippo Mignogna, per quanto favorevole allo screening di massa, propende, piuttosto, per un'iniziativa che sia "concordata e coordinata con Asl e Regione", con test più affidabili, "autorizzati e validati", anche per non scaricare ulteriore pressione sul sistema sanitario. 

Ha optato per lo screening di massa il Comune di Castelnuovo della Daunia che si è rivolto alla clinica De Luca. Sono state già selezionate alcune categorie considerate più esposte: il persone dell'ufficio postale, le maestre e gli assistenti scolastici, i dipendenti comunali e i carabinieri. Nella prima fase saranno 150 i test rapidi. "Cercheremo di espandere lo screening sul resto della popolazione individuando anche altre fasce, ad esempio le persone che vanno a lavorare fuori o gli anziani", ha annunciato il sindaco Guerino De Luca, in isolamento da quando la moglie è risultata positiva al Covid. "Il virus ci viene a cercare - ha detto ai suoi concittadini - Mia moglie non è uscita di casa, se non per fare qualche piccola commissione, eppure l'ha contratto". Accorato il suo invito alla popolazione, con la voce rotta, a fare un ulteriore sforzo, evitando i contatti sociali: "Vi assicuro che è una cosa bruttissima guardarsi e parlare da lontano, passarsi il cibo appoggiandolo a terra. È una cosa che non dovrebbe accadere".

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