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Domenica, 23 Gennaio 2022
Salute

Puglia distante dalla zona gialla, ricoveri ampiamente sotto soglia e incidenza ancora tra le più basse in Italia

Malgrado il superamento dei 50 casi per 100mila abitanti, la Puglia è la seconda regione con l'incidenza più bassa. Situazione sotto controllo anche per i ricoveri, con il 5% e il 3,4% di tassi di occupazione. Da lunedì Calabria in zona gialla, a rischio altre cinque regioni

Da lunedì anche la Calabria passerà in zona gialla: si aggiungerà a Friuli-Venezia Giulia e Alto Adige. Ma entro Natale il numero di regioni non più bianche potrebbe aumentare considerevolmente.

La conferma della recrudescenza dell’epidemia si riverbera nei numeri evidenziati nel monitoraggio della cabina di regia: l’incidenza a livello nazionale è salita a 176 casi per 100mila abitanti. In altri tempi, sarebbe stata da zona arancione.

In lieve calo, invece, è l’indice Rt medio calcolato sui casi sintomatici, pari a 1.18 (range 1.06-1.24), leggermente in diminuzione rispetto alla settimana precedente, ma ancora al di sopra della soglia epidemica. In calo, ma anch’esso oltre la soglia, è l’indice di trasmissibilità basato sui casi di ricovero ospedaliero (Rt = 1,07 (1,03-1,11) al 29/11/2021 vs Rt = 1,09 (1,05-1,12) al 23/11/2021).

Il rischio di zona gialla per molte regioni si spiega nell’aumento dei ricoverati. E infatti, anche questa settimana il tasso di occupazione in terapia intensiva e nelle aree mediche è in ascesa (8,5% vs 7,3% e 10,6% vs 9,1%).

In forte aumento il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (37.278 vs 30.966 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in leggero aumento (34% vs 33% la scorsa settimana). È in forte diminuzione la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (40% vs 45%), mentre è in aumento la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (26% vs 22%).

Venti regioni/province autonome sono classificate a rischio moderato. Tra queste, cinque (Abruzzo, Emilia Romagna, Liguria, Marche e Veneto) sono ad alta probabilità di progressione a rischio alto. Il Molise è l’unica regione a rischio basso. In 12 regioni/province autonome si segnala un’allerta di resilienza.

Nessuna allerta di resilienza in Puglia che, malgrado l’evidente aumento di contagi registrato nelle ultime due settimane e il superamento dei 50 casi per 100mila abitanti di incidenza, è ancora una delle regioni con i numeri più bassi. L’incidenza di 54,9 casi è la seconda più bassa in Italia, dopo il Molise (28 casi), quest’ultima unica regione con l’incidenza da zona bianca. Il dato più alto resta quello di Bolzano (556,1 casi) davanti al Veneto (365,5) e alla Valle d’Aosta (266,4).

Cinque regioni a un passo dalla zona gialla 

Come detto, la Calabria andrà in zona gialla: decisivi i tassi di occupazione entrambi oltre la soglia (16,8% per le aree mediche e 11,8% per la terapia intensiva). Il prossimo monitoraggio potrebbe decretare il cambio di colore per altre regioni, cinque per la precisione. Il Lazio si avvicina al superamento delle soglie critiche (15% e 10%) con il 12,1% di posti letti occupati in area medica e il 9,6% in terapia intensiva. Ancora più critica la situazione della Liguria, che ha già abbondantemente superato la soglia critica in terapia intensiva (12,4%), ma tiene sotto soglia il dato degli altri reparti covid (13,6%), stessa percentuale della Lombardia, che vede lievitare il dato della rianimazione (8,9%).

Pericolo zona gialla anche per le Marche (11,6% e 14,8% i tassi di occupazione), mentre uno 0,1% salva la provincia di Trento, che fa registrare il 14,9% di posti letto occupati in area medica e il 16,7% in terapia intensiva.

La Puglia mantiene dati bassi anche tra i ricoverati, con il 5% e il 3,4% di tassi di occupazione. Percentuali che tengono al sicuro la zona bianca, malgrado il consistente aumento di contagi rilevato nelle ultime settimane.

Varianti 

Resta la Delta la variante predominante, ma in altri paesi europei comincia a circolare la variante Omicron. In Italia sono stati, fino a ora, segnalati 26 casi: "Data la situazione epidemiologica è importante continuare a mantenere comportamenti prudenti, rafforzare le misure quarantenarie nei contatti stretti dei casi e soprattutto accelerare la campagna vaccinale con la dose di richiamo", ha commentato il professor Giovanni Rezza, direttore generale della Prevenzione Sanitaria presso il ministero della Salute. 

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