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Domenica, 16 Gennaio 2022
Salute

Puglia è area d'Europa a basso rischio, seconda regione con meno casi

Malgrado i numeri crescenti, la Puglia resta una delle aree meno a rischio in Europa. Nella mappa aggiornata del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, la Puglia con Sardegna e Molise sono le uniche tre regioni gialle, a rischio medio-basso. Il resto dell’Italia è in rosso con Veneto, Friuli-Venezia Giulia e provincia autonoma di Bolzano in rosso scuro

La situazione epidemiologica in Italia continua a peggiorare progressivamente. Lo confermano anche i dati principali del monitoraggio della Cabina di Regia dell’Iss (Istituto Superiore di Sanità).

Nella settimana 10-16 dicembre, l’incidenza è salita da 176 a 241 casi per 100mila abitanti. Dati quasi da zona rossa, secondo i vecchi parametri che vedevano proprio nell’incidenza il dato determinante per il cambio di colore. Per converso, si rileva per la seconda settimana consecutiva una flessione dell’rt medio calcolato sui casi sintomatici, pari a 1.13. Il dato, però, è ancora al di sopra della soglia epidemica, così come l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero che si attesta a 1.09.

Le fasce di età più giovani si confermano quelle in cui circola maggiormente il virus, in particolare le fasce 0-9 e 10-19, seguite da quelle 30-39 e 40-49.

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Sale ancora la percentuale dei posti letto occupati, sia in terapia intensiva (da 8,5% a 9,6%) che in aree mediche (da 10,6% a 12,1%).

Per quel che concerne i dati regionali, una regione/provincia autonoma è classificata a rischio alto (il Veneto), altre 18 regioni/ppaa – tra cui la Puglia – risultano classificate a rischio moderato. Tra queste, tre (Trento, Sicilia, Piemonte e Marche) sono ad alta probabilità di progressione a rischio alto, mentre per una Regione non è stato possibile valutare la progressione. Molise e l’Alto Adige sono classificate a rischio basso. 13 Regioni/PPAA riportano un’allerta di resilienza. Una Regione/PA riporta molteplici allerte di resilienza.

Supera la soglia dei 40mila casi, il numero di nuovi contagi non associati a catene di trasmissione, mentre cala la percentuale di casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento. È in aumento la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (43% vs 40%), mentre è stabile la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (26% vs 26%).

Anche in Puglia si osserva un aumento dei contagi e dei ricoveri. L’incidenza nel periodo 10-16 dicembre è schizzata fino a sfiorare gli 80 casi per 100mila abitanti. A mantenere salda la zona bianca è il dato dei ricoverati. Tuttavia, se in area medica il tasso di occupazione è sceso dal 5% al 4,7%, in terapia intensiva si registrano 9 ricoverati in più e una percentuale di posti letto occupati del 5,1% (vs 3,4% di una settimana fa). Dati che comunque restano ampiamente distanti dalle soglie limite del 15% e del 10%.

Foggia e Brindisi sono le province con l'incidenza più alta, avendo fatto registrare 116,7 e 111,4 casi per 100mila abitanti nel periodo 10-16 dicembre. A seguire, c'è Lecce (76,7 casi) e Bari, la cui incidenza si è più che raddoppiata nelle ultime due settimane. Resta la Bat la provincia con meno casi per 100mila abitanti, seppur si sia superata la soglia dei 50 casi. 

Malgrado i numeri crescenti, la Puglia resta una delle aree meno a rischio in Europa. Nella mappa aggiornata del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, Puglia, Sardegna e Molise sono le uniche tre regioni gialle, a rischio medio-basso. Il resto dell’Italia è in rosso con Veneto, Friuli-Venezia Giulia e provincia autonoma di Bolzano in rosso scuro, come larga parte della Francia, della Germania e dell’est Europa.

Altre quattro regioni in zona gialla

Da lunedì anche Liguria, Marche, Veneto e la provincia autonoma di Bolzano passeranno in zona gialla. Un cambio di colore quasi annunciato alla luce dei dati al limite sui tassi di occupazione, che si sono ulteriormente aggravati nell’ultimo periodo di riferimento. In vista del prossimo monitoraggio, rischia molto la Lombardia, che ha raggiunto il 14% di posti letto occupati in area medica e il 9,5% in terapia intensiva. In bilico l'Emilia Romagna, che ha già superato la soglia critica in terapia intensiva (11,9%), ma conserva la zona bianca grazie al tasso di occupazione in area medica inferiore al 15% (11%), e il Lazio (12,5% in area medica e 9,4% in terapia intensiva). Per quanto riguarda l'incidenza, solo il Molise mantiene numeri da zona bianca con 30,3 casi per 100mila abitanti. La Puglia resta la seconda regione con il numero più basso di casi. La situazione più critica si continua a registrare nelle regioni del nord-est con Bolzano in cima (566,8 casi), seguita dal Veneto (498,9) e Friuli-Venezia Giulia (376,8).  

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