Salute

Report Iss, "quadro generale torna a peggiorare": la Puglia e altre diciotto regioni a rischio moderato

Secondo quanto emerge dalla bozza del report settimanale di monitoraggio del Ministero della Salute, quasi tutte le regioni/province autonome sono classificate a rischio moderato, "ma l'impatto della malattia sui servizi ospedalieri rimane minimo con tassi di occupazione ancora in lieve diminuzione"

Sono ben 19, compresa la Puglia, le regioni/province autonome classificate a rischio moderato, secondo quanto emerge dalla bozza del report settimanale di monitoraggio del Ministero della Salute e dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss). 

Soltanto la provincia autonoma di Trento e la Valle d'Aosta, infatti, sono classificate a rischio basso. "Il quatro generale della trasmissione dell'infezione da Sars-Cov-2 torna a peggiorare nel Paese", si legge nella bozza, che riporta anche come l'indice Rt - che la scorsa settimana era allo 0.66 - sia schizzato a quota 0.91, a conferma della sempre più forte diffusione della variante Delta: "La circolazione della variante è in aumento in Italia. Sulla base dei dati e delle previsioni Ecdc della presenza di focolai causati dalla variante virale e delle attuali coperture vaccinali, è opportuno mantenere elevata l'attenzione, così come applicare e rispettare le misure necessarie per evitare un aumento della circolazione virale", si legge nel report. 

Dato l'aumento dei casi anche in Paesi con alta copertura vaccinale, è dunque necessario "realizzare un capillare tracciamento e sequenziamento dei casi e raggiungere una elevata copertura vaccinale e il completamento dei cicli di vaccinazione, per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenute da varianti emergenti con maggior trasmissibilità". 

"Aumenta l'incidenza settimanale a livello nazionale (14 per 100mila vs 9 per 100mila del precedente monitoraggio). L'incidenza è ancora sotto il valore di 50 per 100mila abitanti ogni 7 giorni in tutto il territorio". 

Fortunatamente, all'aumento di contagi non corrisponde un innalzamento del numero di pazienti ospedalizzati: "L'impatto della malattia sui servizi ospedalieri rimane minimo con tassi di occupazione in area medica e terapia intensiva ancora in lieve diminuzione". Nessuna regione, infatti, suepra la soglia critica di occupazione dei posti letto in area medica e in terapia intensiva (la media percentuale nazionale è al 2%). 

Per quanto riguarda la Puglia, la settimana di monitoraggio si è chiusa con una incidenza di 8,2 casi per 100mila abitanti, per la prima volta in aumento dopo circa tre mesi. Resta, tuttavia, sotto l'1% il tasso di positività (rapporto tra tamponi e casi rilevati). Anche il dato delle ospedalizzazioni resta incoraggiante. I positivi ricoverati (dato aggiornato a ieri) sono 76, dei quali 7 in terapia intensiva (il 2% rispetto ai posti letto disponibili). 

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