636 focolai attivi in Italia ma nessuno in Puglia, dove il rischio è "moderato" e l'indice di contagiosità inferiore a 1

Il monitoraggio settiminale del Ministero della Salute e dell'Istituto superiore della Sanità (periodo 29 giugno-5 luglio)

Foto di repertorio

Mentre il Governo si appresta a prorogare di altri cinque mesi lo stato d'emergenza Covid-19 (dal 31 luglio al 31 dicembre), in attesa del nuovo Dpcm, i numeri sull'andamento dell'epidemia in Italia ci suggeriscono che abbiamo superato la fase critica dei mesi di marzo e aprile, quando i reparti di terapia intensiva erano al collasso e si contavano centinaia di decessi quotidiani. Il traguardo dei contagi zero è però molto lontano, se è vero, come è vero, che quelli giornalieri oscillano ancora tra i 150 e i 200

Secondo il monitoraggio settiminale del Ministero della Salute e dell'Istituto superiore della Sanità (periodo 29 giugno-5 luglio), in Italia al momento ci sono 636 focolai attivi - nessuno in Puglia - mentre in dieci regioni il rischio viene definito "moderato". Si tratta di Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto. Nelle restanti è "basso" o "molto basso".

"Sebbene le misure di lockdown in Italia abbiano permesso un controllo efficace dell’infezione da SARS-CoV-2, persiste una trasmissione diffusa del virus che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti" si legge nel report 

Tuttavia, ministero della Salute e Iss non segnalano una situazione di allarme: "Complessivamente il quadro generale della trasmissione e dell’impatto dell’infezione da SARS-CoV-2 in Italia rimane a bassa criticità con una incidenza cumulativa negli ultimi 14 giorni (periodo 22/6-5/7) di 4.3 per 100mila abitanti (in lieve diminuzione)".

Ma si legge anche che "in quasi tutte le regioni sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione nella settimana di monitoraggio corrente, con casi in aumento rispetto alla precedente settimana di monitoraggio in alcune regioni. A livello nazionale, si osserva una lieve diminuzione nel numero di nuovi casi diagnosticati e notificati al sistema integrato di sorveglianza coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità rispetto alla settimana di monitoraggio precedente, con Rt nazionale<1, sebbene lo superi nel suo intervallo di confidenza maggiore".

"Le stime Rt – si precisa nel report - tendono a fluttuare in alcune regioni/province autonome in relazione alla comparsa di focolai di trasmissione che vengono successivamente contenuti". Nella settimana monitorata da ministero e Iss - dal 29 giugno al 5 luglio: verosimilmente molti dei casi notificati hanno contratto l’infezione due-tre settimane prima - sono sette le regioni con l'indice Rt sopra il livello 1: Emilia Romagna (1.12); Lazio (1.13); Lombardia (1.02); Marche (1,13); Piemonte (1,04) Toscana (1,48) e Veneto (1,11). L'indice Rt misura il tasso di contagiosità dopo l'applicazione delle misure decise per contenere la malattia.

Il report segnala anche alcune carenze regionali nelle capacità di tracciare i nuovi positivi e le persone venute a contatto con essi: Abruzzo, Campania, Friuli e Puglia non hanno raggiunto la soglia minima di personale (uno ogni diecimila abitanti) per il tracciamento del Covid. In Puglia e Umbria, invece, si registrano tempi troppo lunghi nel diagnosticare nuovi casi.

In Puglia i casi sono complessivamente in aumento in entrambi i flussi di sorveglianza anche se sono inferiori a 10 casi settiminali. L'indice Rt è inferiore a 1, anche nell’intervallo di confidenza maggiore. Non sono segnalati focolai attivi nella settimana di monitoraggio in corso. Solo due casi non sono associati a catene di contagio note. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati. L’algoritmo di classificazione del rischio porterebbe ad un livello moderato, che tuttavia va interpretato alla luce del numero molto basso di casi complessivi e degli altri indicatori e che pertanto non desta particolare preoccupazione.

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Queste le conclusioni dell'analisi Iss-ministero della Salute: "Il numero di nuovi casi di infezione rimane nel complesso contenuto. La situazione descritta in questo report, relativa prevalentemente alla seconda metà di giugno 2020, è complessivamente positiva con piccoli segnali di allerta relativi alla trasmissione"

Il report sul monitoraggio Coronavirus

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