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Domenica, 5 Dicembre 2021
Salute

Covid-19, quattro regioni a rischio zona gialla: in Puglia incidenza tra le più basse in Italia e tassi di ospedalizzazione sotto la soglia critica

La Puglia ha chiuso la settimana di monitoraggio con una incidenza di 40,8 casi per 100mila abitanti. Stabile sotto il 4% il tasso di occupazione in terapia intensiva, mentre quello in area medica è al 5,7%. Taranto e Foggia le province con l'incidenza più alta

Coronavirus, continuano a salire i contagi in Italia. Come conferma il Report del Monitoraggio della Cabina di Regia, nella settimana 5-11 novembre l'incidenza è salita di 15 casi (da 53 a 78 per 100mila abitanti). 

Cresce anche l'indice Rt medio calcolato sui casi sintomatici che ha raggiunto quota 1,21 (range 1,08 - 1,31). È stabile e sopra la soglia epidemica, l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (Rt = 1,14 (1,1-1,19) al 2/11/2021 vs Rt=1,12 (1,06-1,17) al 26/10/2021). Si ritiene che le stime di Rt siano poco sensibili al recente aumento del numero di tamponi effettuati, poiché tali stime sono basate sui soli casi sintomatici e/o ospedalizzati.

Tutte le regioni/province autonome risultano a rischio moderato con il Friuli Venezia Giulia classificata come a rischio moderato ad alta probabilità di progressione, mentre in undici regioni si segnala una allerta di resilienza. Nessuna allerta in Puglia. 

"In forte aumento il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (11.001 vs 8.326 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in diminuzione (34% vs 35% la scorsa settimana). È in aumento anche la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (48% vs 47%). Rimane stabile la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (18% vs 18%)". 

Resta abbondantemente sotto la soglia critica, a livello nazionale, sia il tasso medio di occupazione dei posti letto in area medica che quello in terapia intensiva, che si attestano rispettivamente al 6,1% e al 4,4%. Tutte le regioni/province autonome restano in zona bianca, ma comincia a delinearsi, in alcuni territori, uno scenario sempre più compatibile con la zona gialla.

Com'è noto, secondo i nuovi criteri determinati dal decreto legge del 23 luglio scorso, per il cambio di colorazione è determinante il tasso di occupazione dei posti letto nei reparti Covid. Secondo i dati pubblicati ieri, aggiornati all'11 novembre, il rischio zona gialla per alcune regioni si fa sempre più concreto.

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*Gli indicatori decisionali in Italia (L'11 novembre il tasso di ospedalizzazione in area medica si avvicina alla soglia del 15% nella provincia autonoma di Bolzano e in Calabria. In Friuli superata la soglia critica del 10% nelle terapie intensive; nelle Marche il tasso di ospedalizzazione è al 10%). 

Sotto la lente d'ingrandimento, la situazione del Friuli Venezia Giulia, dove l'incidenza ha raggiunto i 233 casi (con i vecchi criteri, sarebbe vicina alla zona rossa, ndr) per 100mila abitanti, con un tasso di ospedalizzazione del 10,9% per le terapie intensive e del 9,9% per l'area medica. Ed è proprio quest'ultimo dato a mantenere la regione in zona bianca (soglia massima fissata al 15%), essendo quello delle terapie intensive già oltre la soglia del 10%. 

In bilico anche la provincia autonoma di Bolzano, dove si registra l'incidenza più alta a livello nazionale (316,3 casi per 100mila abitanti) e un tasso di occupazione in area medica al 13,6%. Resta abbondamente sotto la soglia critica, ma in netto aumento, il tasso di occupazione in terapia intensiva (6,3%). 

Alta anche l'incidenza in Veneto, che però mantiene percentuali basse di occupazione dei posti letto. Nelle Marche, invece, l'incidenza è arrivata a quota 88,1% (più che raddoppiata nel giro di due settimane), e il tasso di occupazione in terapia intensiva ha raggiunto il 10%. A scongiurare la zona gialla, è il dato dell'area medica attestatosi al 7,2%.

La Valle d'Aosta resta l'unica regione a non avere posti letto occupati nei reparti di rianimazione. 

A livello di incidenza, sono soltanto quattro le regioni con un dato inferiore alla soglia dei 50 casi: Puglia, Sardegna, Molise e Basilicata. L'isola sarda fa anche registrare il tasso di occupazione in area medica più basso (2,9%). Resta sotto controllo anche la situazione in Puglia, nonostante l'aumento di contagi rilevato nelle ultime due settimane: in area medica il 5,7% di posti letto occupati è il nono dato più basso; tranquillizzante anche la percentuale per le terapie intensive sempre stabile sotto il 4% da oltre tre settimane. 

A livello locale, l'aumento considerevole di casi rilevato negli ultimi giorni ha determinato un incremento della incidenza nelle province di Foggia e Taranto, che alla giornata di oggi fanno registrare rispettivamente 51,5 e 74,1 casi per 100mila abitanti. Resta la Bat (24,8) la provincia con l'incidenza più bassa. 

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