Sabato, 31 Luglio 2021
Salute

A Cerignola la prima coltivazione di canapa autorizzata a trattare il 'fiore' per estrarre Cdb ad uso farmaceutico

il primo caso in cui un’azienda dedita alla coltivazione di canapa industriale potrà conferire le infiorescenze coltivate in campo ad un’officina farmaceutica autorizzata da Aifa e ministero della Salute, per l’estrazione di principi attivi

A Cerignola l’azienda Bio Hemp Farming ha avviato la prima coltivazione di canapa industriale italiana il cui fiore sarà utilizzato per estrazione del Cbd ad uso farmaceutico. E' il primo caso in cui un’azienda dedita alla coltivazione di canapa industriale potrà conferire le infiorescenze coltivate in campo ad un’officina farmaceutica autorizzata da Aifa e ministero della Salute, per l’estrazione di principi attivi. Ed è anche un primo passo che vuole sopperire la carenza di cannabis ad uso medico che continua ad essere un problema per i pazienti italiani.

Un’operazione resa possibile dal fatto che il consorzio agricolo ha ricevuto dal ministero della Salute la prima autorizzazione italiana ad operare in questa direzione: le infiorescenze di varietà certificate di canapa industriale saranno inviate ad un’officina farmaceutica autorizzata da Aifa alla produzione di Cbd come principio attivo farmaceutico (Api). “Finalmente in Italia c’è un’azienda autorizzata a trattare il fiore”, sottolinea il dottor Marcello Scarcella, agronomo e responsabile delle coltivazioni che spiega come “Bio Hemp Farming ha investito in questo settore per garantire la massima sicurezza delle produzioni dal punto di vista microbiologico e anche dal punto di vista di qualità del prodotto”.

In Italia la cannabis terapeutica è completamente prescrivibile dal 2013, ma la situazione è ancora complessa.

Poco tempo fa nel nostro Paese ha avuto ampio risalto mediatico l’assoluzione di Walter De Benedetto, paziente con regolare prescrizione per la cannabis medica affetto da artrite reumatoide che, a causa della carenza di cannabis aveva iniziato ad autoprodurla nel suo giardino.  In Italia infatti continua a verificarsi ciclicamente la carenza di prodotto nelle farmacie, causando problemi ai pazienti che non si vedono garantita la continuità terapeutica.

I motivi sono il costante aumento dei pazienti che si affidano a questo tipo di cure e il fatto che l’unica produzione italiana di infiorescenze ad uso medico, portata avanti dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico di Firenze, non supera i 150 chilogrammi l’anno a fronte di un fabbisogno per i pazienti italiani previsto dall’INCB (International Narcotics Control Board) per il 2021 in 3 tonnellate. Nemmeno gli alti livelli di importazione dall’estero riescono a risolvere la situazione e la creazione dei primi farmaci a base di cannabis provenienti da coltivazioni italiane, aiuterebbe nel concreto a fare un passo in avanti. 

“Sono felice che tutto il lavoro e l’impegno profuso negli ultimi 5 anni, ci abbia portato a questo importante traguardo”, spiega Pietro Paolo Crocetta, fondatore di Bio Hemp Farming, sottolineando che: “A inizio anno siamo riusciti ad ottenere l’autorizzazione dal Ministero della Salute e quindi abbiamo dato il via alla produzione in Puglia. I processi amministrativi erano rimasti indietro e devo dire che è stato fatto un grande passo in avanti, anche dal punto di vista legislativo”. 

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