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Suona la campanella per Carlotta, è guarita dalla leucemia: "Ora ti spetta la vita vera"

La piccola paziente di Casa Sollievo ha suonato la campana della guarigione, tra gli applausi dei medici, prima di lasciare il reparto. La toccante lettere di mamma Cinzia sull'esperienza ospedaliera

La 'campanella' della guarigione suona ancora una volta nel reparto di Oncoematologia pediatrica di Casa Sollievo della Sofferenza: rintocchi di gioia per festeggiare la fine delle terapie della piccola Carlotta a due anni dalla sua diagnosi di leucemia linfoblastica acuta. A suggellare questo evento straordinario, avvenuto tra gli applausi dei medici e operatori sanitari, è la lettera di mamma Cinzia indirizzata all’intero reparto e alla sua bambina.

"La prima parola che mi sento di dire in questa occasione è 'grazie'; con la gratitudine c’è anche tanta stima e fiducia in tutto lo staff, siete meravigliosi", scrive la madre. "Quando quel 20 aprile 2020 il dottor Ladogana mi chiese alla sua scrivania: 'Signora cosa le hanno detto i colleghi di Foggia?' io risposi: 'Nulla! però ho chiesto ad una dottoressa se Carlotta ha la leucemia'. La dottoressa Lotti fu la prima a vedere la paura nei miei occhi. I suoi occhi bassi, quei secondi di silenzio parlarono da soli, poi la sua voce disse: 'il cuore di mamma ha fatto centro!'. 

Una pugnalata dritta al cuore. Dovevo accettare ciò che il mio istinto aveva già capito. Iniziò così il nostro percorso. Dissi: affido voi e Dio la mia Carlotta. Sì, la misi nelle vostre mani, solo lì era al sicuro. Siete scesi sul ring prima che lo facessi io, che sono la sua mamma: voi amate i vostri piccoli come fossero figli vostri e questa non è cosa da poco. Intanto io cercavo le forze per intraprendere il cammino. Tante volte mi sono sentita sola, ma non era così, voi ci siete sempre stati, qui ho trovato il mio babbo nel dottor Ladogana e delle mamme amorevoli nelle dottoresse Miglionico e De Santis.

Mi avete dato tutti forza e coraggio per lottare. Quanto mi sono chiesta come avrebbe reagito un corpicino così piccolo a quelle bombe… quando vedevo quelle sacche coperte di stagnola come il mio cuore coperto di ghiaccio che non sentivo più battere. Vedere come cambiava il corpo della mia bambina era un dolore atroce. Ma la tua gioia, la tua solarità, Carlotta, il tuo essere sempre felice, allegra mi ha fortificata. Tu hai sorretto me, il tuo amore per tutti ti rende quella che sei, il mio raggio di sole nella notte buia. 

Oggi rinasci, nessun bimbo dovrebbe vivere un dolore simile, conoscere una malattia così mostruosa, star lontano dalla famiglia, il tutto appesantito dalla pandemia. Ma noi qui, a Casa Sollievo della Sofferenza, abbiamo trovato il sollievo, una famiglia. Amore mio, nei miei occhi resta sempre l’immagine di te che corri sorridente e allegra verso la Madonnina del corridoio, che ti ha protetta e ti proteggerà per sempre. Quanti ricordi in questi due giorni, momenti vissuti son tornati a galla.

Ora ti spetta la vita vera, quella che tu non hai ancora conosciuto perché avevi solo due anni quando siamo arrivati in reparto, per te è questa la normalità, le zie, i tanti day hospital, cerotti, compresse e sciroppi, ma da oggi conoscerai la realtà il bello della vita che ti spetta, afferrerai tra le tue manine l’arcobaleno quel fascio di luce e colori che ti rispecchia, acchiapperai i tuoi sogni, inizierai a vivere e noi con te cucciola mia, abbiamo aspettato tanto questo momento più di ogni altra cosa al mondo, continua ad essere quella che sei, credi in tutto quello che farai e ricorda mamma, papà e la tua sorellona Lucia ci crederanno con te. Grazie a tutti col cuore, vi amiamo di bene voi avete ridato la vita alla mia peste rossa, ve ne sarò grata per sempre non dimenticherò mai nessuno che ha incrociato il nostro percorso", conclude.

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