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Giovedì, 30 Giugno 2022
Salute Cerignola

Mancano medici, infermieri e anestesisti rianimatori in Capitanata: l'effetto a cascata non risparmia l'ospedale di Cerignola

15 infermieri in arrivo, l'emodinamica e altri due concorsi per anestesisti rianimatori

La carenza di organico non risparmia nessun ospedale della provincia di Foggia, men che meno il Tatarella di Cerignola. Se n'è parlato il 5 aprile con il sindaco Francesco Bonito, il direttore generale della Asl Fg, Vito Piazzolla, il magnifico Rettore dell'Università di Foggia Pierpaolo Limone e i primari. Si è fatto il punto sulla carenza di personale medico ed infermieristico, sulla sicurezza all’interno e all’esterno della struttura e sulla possibile apertura di nuovi reparti. Secondo il primo cittadino ed ex magistrato, “un ospedale come Cerignola, che dista qualche chilometro dal centro urbano, non ha mai avuto un punto ristoro in vent’anni. Temiamo non si tratti di semplice dimenticanza e per questo abbiamo chiesto al direttore generale Vito Piazzolla, che il nostro Tatarella torni ad essere un nosocomio funzionante e soprattutto normale”.

Tuttavia la direzione generale sta alacremente lavorando all’attivazione dell’Emodinamica. "Sarebbe una soluzione importante che eliminerebbe ai pazienti l’incombenza di dover raggiungere i centri di Foggia e San Severo, con tutti i disguidi e gli esborsi economici annessi” spiega Bonito. 

L’incontro è servito anche ad accendere i riflettori sulla ormai cronica carenza di personale, con l’annuncio, da parte della direzione generale della Asl, dell’imminente arrivo di ulteriori 15 infermieri utili a rimpinguare gli organici. Così come – è stato preannunciato - verranno banditi ulteriori concorsi, dopo che sono andati deserti quelli per anestesisti rianimatori. “Sappiamo bene che purtroppo, a livello nazionale, si riscontra una oggettiva difficoltà nel reperire determinate categorie di professionisti. È una piaga che mette l’intero sistema sanitario nazionale con le spalle al muro e con la quale tutti i manager sono chiamati a confrontarsi tra mille difficoltà. Tutto questo si tramuta in un aggravio di responsabilità e in un surplus di lavoro per i medici: penso al pronto soccorso, i cui operatori vivono tra l’altro forti rischi per la propria incolumità a causa di aggressioni. Abbiamo chiesto al direttore generale, sempre molto aperto al dialogo, di intervenire quanto prima in ogni modo possibile affinché non siano mortificate le tante valide professionalità del nostro ospedale” conclude Francesco Bonito.

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