Vaccini anti-covid a ritmo serrato, verso la fase due 'di massa': in Capitanata una 'unità vaccinale' ogni 15mila abitanti

L’obiettivo è vaccinare l’intera platea degli operatori addetti alla sanità pubblica e privata della provincia di Foggia per un totale di 7.000 unità lavorative. Poi partirà la 'fase due' relativa alla vaccinazione di massa

Immagine di repertorio

Continua senza sosta la campagna di vaccinazione anti Covid degli operatori sanitari della Asl Foggia. Entro sabato si concluderà la somministrazione dei vaccini ai 1800 operatori sanitari e socio-sanitari in servizio presso i tre presidi ospedalieri di Cerignola, Manfredonia e San Severo (che, insieme, contano 600 posti letto).

In parallelo, già dal 27 dicembre scorso si stanno vaccinando gli operatori delle postazioni 118 (che, peraltro, fanno tutte ormai capo alla Sanitaservice con un totale di 600 risorse umane) e delle Usca (116 medici in tutto).

Il 4 gennaio scorso le squadre di vaccinatori della Asl hanno iniziato a somministrare i vaccini anche ad operatori sanitari e ospiti delle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali residenziali (a partire dalle RSA dei Presidi Territoriali di Assistenza di Monte Sant’Angelo e San Marco in Lamis e dall’Ospedale di Comunità di Torremaggiore).

Oggi ha preso il via anche la vaccinazione degli operatori sanitari aziendali dei dipartimenti territoriali e dei distretti socio-sanitari. Da sabato prossimo, 9 gennaio, sarà la volta dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e dei medici di specialistica ambulatoriale. Seguiranno gli operatori delle strutture e dei servizi sanitari privati.

L’obiettivo è vaccinare l’intera platea degli operatori addetti alla sanità pubblica e privata della provincia di Foggia per un totale di circa 7mila unità lavorative. “Nelle prime quattro giornate sono state somministrate 1.572 dosi di cui 648 nella sola giornata di ieri", spiega il direttore generale della Asl Foggia Vito Piazzolla. "Oggi, a fine giornata, se ne aggiungeranno altre circa 800, a dimostrazione che il dato è in crescita esponenziale man mano che la calendarizzazione delle operazioni si allarga, di volta in volta, alle categorie programmate per priorità”.

La Asl sta lavorando alacremente, inoltre, al programma operativo della 'fase due' relativa alla vaccinazione di massa. La direzione sta individuando i centri vaccinali all’interno dei quali opereranno una o più unità vaccinali, distribuite sul territorio in base alla popolazione.

Secondo i principi di prossimità e flessibilità, sarà istituita una 'unità vaccinale' ogni 15000 abitanti, in modo da assicurare le attività di vaccinazione in maniera capillare su tutta la provincia. 

Per i comuni con popolazione inferiore a 10mi,a residenti si procederà aggregando quelli più vicini in un unico ambito territoriale fino ad un massimo di 15mila abitanti e assegnando a ciascun ambito una unità vaccinale.

Una platea di circa 150 operatori sanitari a cui si aggiungerà il personale non sanitario che si occuperà delle attività di archiviazione dei dati. Sono in corso, pertanto, le procedure per l’arruolamento di circa 20 operatori tecnici. I centri saranno supervisionati dal Servizio di Igiene pubblica che garantirà anche il coordinamento di tutta la complessa macchina vaccinale.

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