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Quarato non demorde, resta nel Movimento: “Non ho infranto alcuna regola”

I chiarimenti dell'attivista, candidato sindaco di Foggia nel 2019, rimosso da un gruppo privato del M5S

“Sono nel Movimento e rimango nel Movimento 5 Stelle”. Lo chiarisce Giovanni Quarato, attivista foggiano e candidato sindaco nel 2019, al centro dell’ultimo psicodramma a Cinquestelle nelle chat interne. “Una bufera in un bicchier d’acqua, nessun finimondo”, sdrammatizza. La sua presenza all’inaugurazione della segreteria parlamentare dell’ex M5S Francesca Troiano ha agitato la base. "Quisquilie" a sentire il diretto interessato, o strascichi e "reminiscenze del vecchio M5S". Più che altro, gli avrebbero strappato un sorriso. 

“È stata una visita di cortesia – ribadisce l’ingegnere - Con la deputata Troiano abbiamo comunque condiviso un percorso politico per un periodo di tempo, poi lei ha scelto un altro progetto. Si può essere d’accordo o meno, ma è libera di farlo”. Al suo arrivo, a onor del vero, aveva tenuto a precisare che era lì a titolo personale e di cortesia, onde evitare fraintendimenti.

Non si pente di essere passato per un saluto, convinto che la sua partecipazione non fosse travisabile. “Non sono un portavoce, quindi non rappresento nessuno se non me stesso e, sinceramente, credo di poter essere libero di fare gli auguri a chi comincia un nuovo percorso, in maniera tranquilla e sincera, senza dover rinnegare qualcosa, e così ho fatto. Credo, tra l’altro, in generale, al di là del discorso di Francesca Troiano, che noi dobbiamo mantenere dei rapporti, ci sono quelli personali che secondo me esulano dalle appartenenze politiche, ma ci sono anche rapporti che vanno mantenuti per eventuali finalità politiche”.

Non comprende la levata di scudi che avrebbe capito se si fosse accompagnato ad un delinquente. Peraltro, fa notare come non sia entrato nell’opposto perimetro politico. “Non sapevo nemmeno chi avrei trovato - afferma oggi Giovanni Quarato - C'era anche Sergio Clemente che è stato immortalato insieme a me e che fa parte della maggioranza in Regione insieme a Rosa Barone. Quindi non sono andato in un terreno esterno a quello che è già frequentato da altri”.

Ha salutato, brindato e se n’è andato. “La mia era una presenza avulsa dal contesto”, ed è convinto che sia stata percepita come tale anche all’esterno. “È stato un polverone eccessivo, probabilmente, penso, perché in tutti questi anni mi sono dato molto da fare, ho continuato a fare attivismo nonostante fossi decaduto da consigliere, ho fatto riunioni, gruppi di studio e di lavoro, agli Stati Generali presentammo una proposta che facemmo firmare a 200 persone, avrò fatto 70-80 incontri in tutto questo periodo”.

Chi non fa, non sbaglia, questa la filosofia dell’ingegner Quarato. “Forse do fastidio, perché a Foggia un po’ funziona così: chi fa qualcosa, in qualche modo dà fastidio, e invece io credo che dobbiamo fare un ragionamento diverso. Chi più fa, meglio è, poi magari è più soggetto a fare degli errori ma, come ho sempre detto, se qualcuno mi corregge mi fa piacere - afferma l'attivista - Noi, in tutto questo periodo, a parte le riunioni, abbiamo organizzato diverse iniziative, perché vorremmo trovare in Foggia una speranza che purtroppo manca da parecchio tempo. Dobbiamo continuare ad avere fiducia in noi stessi, ma anche nel fatto che la città possa rinascere e ci sono dei piccoli segnali impercettibili. Non ci dobbiamo arrampicare per salire, ci dobbiamo elevare, è questo l’obiettivo che dobbiamo perseguire come foggiani e come territorio. Se uno viene attaccato in questo modo per una sciocchezza sembra di fare un passo indietro, ma io non mi scoraggio, perché so che chi si mette in gioco, purtroppo, viene preso di mira”.  

Mette in chiaro di non avere alcuna velleità personale. “Ho prestato la mia faccia per un progetto politico, dietro insistenti richieste, non mi pento di averlo fatto e, anzi, voglio continuare a fare il lavoro di manovalanza, non devo essere per forza in prima linea”. Insieme a Fabrizio Baia, che era arrivato al momento del brindisi con lui, e a Michele Tomasulo, che ha presenziato a tutto l'evento, è stato estromesso solo da un gruppo privato su Facebook. “È un po’ sconcertante: nessuno di noi ha mai infranto alcuna regola - precisa Quarato - Io non ho infranto alcuna regola, né rispetto al Movimento 5 Stelle, né rispetto al gruppo. Mi è dispiaciuto essere stato eliminato da questo gruppo senza nemmeno sentire la mia versione. Questo, magari, è un processo di percezione della democrazia che deve essere ancora perfezionato, evidentemente siamo ancora un po’ indietro, perché io credo che in tutte le democrazie civili ci sia un diritto alla difesa che dovrebbe essere sempre tutelato e il diritto a poter avere un confronto che per il momento non ho avuto, ma mi auguro che qualcuno faccia ragionare qualcun altro per avere un confronto. Dopodiché, sinceramente, non devo stare a pregare le persone, se non sono ben voluto, continuerò a fare la mia attività con chi ci sta. Tra l’altro, in questi anni ci hanno raggiunto altre persone che vogliono fare attivismo, darsi da fare per la città, nuovi elementi che si vogliono impegnare e questo mi dà fiducia per il futuro. Certo, c’è molto da lavorare - conclude Giovanni Quarato - e noi continueremo a farlo senza farci prendere da queste quisquilie che, francamente, speravo fossero ormai superate nel Movimento”. 

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