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Parco del Gargano, il "nuovo" direttore facente funzioni è Totaro. Ora i cinquestelle vogliono la testa di Pazienza

Pasquale Pazienza ha nominato il 50enne di Monte Sant'Angelo Vincenzo Totaro direttore facente funzioni del Parco Nazionale del Gargano. Il ministro Sergio Costa si sta interessando dell'esclusione di Maria Villani

Si fa sempre più pesante l'aria che si respira intorno al Parco Nazionale del Gargano dopo il defenestramento da parte del presidente Pasquale Pazienza, in largo anticipo rispetto al termine ultimo del periodo di prova di sei mesi, dell'ex direttrice Maria Villani.

Il numero uno dell'Ente con sede nella città dei due siti Unesco, per il ruolo di direttore facente funzioni, non ha perso tempo e questa mattina ha nominato il 50enne di Monte Sant'Angelo Vincenzo Totaro, unico tra i responsabili di area ad aver dato la disponibilità ad assumere questo ruolo, che aveva già ricoperto in passato.

Una decisione che i beninformati sostengono abbia fatto sobbalzare dalla sedia i vertici foggiani dei cinquestelle perché il nome di Totaro era comparso in una relazione della prefettura di Foggia sullo scioglimento del comune di Monte Sant'Angelo per presunte infiltrazioni mafiose. 

Sempre i pentastellati, già all'indomani della decisione del presidente di rimuovere dal suo incarico la 38enne di Foggia - adducendo una serie di motivazioni anche gravi - avrebbero chiesto una valutazione approfondita sul caso - bollato "di una gravità inaudita", al ministro Sergio Costa.

A questo punto non sarebbe da escludere nemmeno una decisione drastica, che da alcune ore negli ambienti della politica circola con maggiore insistenza, quella cioè del rischio commissariamento dell'Ente, sempre più ingessato e al centro di un feroce dibattito.

Il caso Villani finirà anche in Parlamento. A presentare una interrogazione è stata la deputata Rossella Muroni, che ha espresso stima e solidarietà all'indirizzo "di una donna giovane competente e con una lunga esperienza in Federparchi".

La rimozione dalla direzione "per decisione esclusiva del presidente " di Maria Villani, "una delle poche donne ai vertici di un parco italiano", per l'esponente di Leu confermerebbe che "l'Italia non è un paese per donne". Moroni conclude: "E' una drammatica realtà".

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