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Gino Lisa, Santarella: "La Capitanata prova a decollare, ma Regione le tarpa le ali"

L’imprenditoria locale dimostra impegno ed entusiasmo, l’ente di via Capruzzi non manda le documentazioni per sbloccare l’impasse.

Savino Santarella, candidato consigliere regionale del 'Movimento Schittulli', sulla vertenza Gino Lisa punta il dito contro la Regione Puglia e l'assessore al Bilancio, Leo Di Gioia, "che si divertono a fare orecchie da mercante, non ritenendo prioritario il problema del ‘Gino Lisa’"

IL COMUNICATO STAMPA. "Se da una parte la Capitanata dimostra con ogni strumento possibile di poter volare, dall’altra la Regione continua a tarparle le ali. L’attivazione dei voli Foggia-Mostar, resa possibile grazie all’apprezzabile iniziativa di un imprenditore locale (Guglielmi, ndr),  rappresenta la faccia positiva di una medaglia, quella della vertenza ‘Gino Lisa’, sempre più contraddittoria.

Il fatto che l’Atr 72 della Bh Airlines che trasporterà i passeggeri da Foggia alla cittadina bosniaca e viceversa abbia fatto registrare il pienone già al primo appuntamento, avvalorando le previsioni di circa tremila viaggiatori nei 30 turni programmati nei prossimi sette mesi, conferma quanto sia necessario l’allungamento della pista per sfruttare appieno le potenzialità del nostro scalo e quanto da parte degli attori di Capitanata (imprenditori, istituzioni e potenziali passeggeri) ci sia tutta la volontà di far decollare l’aeroporto e, con esso, l’economia del territorio. Una volontà del tutto assente tra gli organi istituzionali regionali che pure vantano, nella figura dell’assessore al bilancio Leo Di Gioia, un rappresentante della Capitanata. 

Infatti, al fine di decretare se le risorse economiche stanziate (ma ferme da anni) a favore dell’allungamento della pista del “Gino Lisa” configurino o meno una violazione delle norme che disciplinano e regolano il regime dei cosiddetti “aiuti di Stato”, la Commissione Europea attende dallo scorso settembre che la Regione Puglia fornisca tutta la documentazione necessaria. Nonostante ripetuti solleciti, però, gli elementi forniti continuano ad essere insufficienti per permettere un’analisi completa del caso, ad ulteriore, ennesima conferma del fatto che la Regione ed il nostro assessore Di Gioia si divertono a fare orecchie da mercante, non ritenendo prioritario il problema del ‘Gino Lisa’. Dalla prima richiesta della Commissione Europea sono passati sette mesi: quanto ancora durerà il sonno della Regione? 

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